Alla sua prima stagione in Europa, RJ Melendez si è già guadagnato un posto speciale nel cuore di Verona. Il guardia portoricano è tra le rivelazioni più convincenti di questo avvio di campionato in LBA Serie A, e la Tezenis sta raccogliendo i frutti di un’intuizione del direttore sportivo Alessandro Bolognesi, che lo ha portato in Italia come primo giocatore portoricano nella storia del club scaligero.
Il segnale più concreto del suo impatto è arrivato nella sfida contro Reggio Emilia, chiusa con una doppia doppia da 11 punti e 11 rimbalzi. Numeri che raccontano un giocatore già a proprio agio nel sistema di coach Alessandro Ramagli.
La fiducia dello spogliatoio, l’eredità di papà
Melendez, in un’intervista a L’Arena, non nasconde quanto conti l’ambiente che ha trovato a Verona. Il merito, dice, è collettivo:
«Il coach mi ha dato subito la fiducia giusta. È importante anche giocare con compagni che mettono al primo posto il bene della squadra e non solo i risultati individuali. Devo ringraziare l’allenatore e i compagni per avermi aiutato a cominciare così bene.»
Alle spalle c’è una storia familiare che ha plasmato il giocatore prima ancora che diventasse professionista. Sua madre era direttrice atletica della scuola che frequentava, e i campi sportivi sono stati il suo habitat naturale fin da bambino. Ma il riferimento più profondo resta il padre:
«Mio padre. Non ha potuto proseguire a lungo la sua carriera perché mi ha avuto molto giovane. Per me, però, è sempre stato un modello. Senza di lui, probabilmente, non sarei arrivato dove sono oggi. Continua a seguirmi e non si perde nessuna delle mie partite.»
Prima di sbarcare in Italia, Melendez ha avuto modo di misurarsi con la Summer League degli San Antonio Spurs, un’esperienza che descrive come straordinaria per il livello dei giocatori incontrati. Eppure il salto verso l’Europa non lo ha spaventato, anche per una ragione caratteriale: figlio unico, abituato fin da piccolo a cavarsela da solo, il trasferimento non lo ha pesato più di tanto.
Eurolega sì, NBA no. E a bowling vince lui
Curioso il punto di vista di Melendez sul basket internazionale. Alla domanda su quale competizione preferisca, la risposta è netta:
«L’Eurolega. L’NBA è diventata troppo uno show, mentre l’Eurolega mi piace di più per il tipo di basket che propone.»
Fuori dal campo, il gruppo scaligero sembra funzionare altrettanto bene. Melendez racconta di serate trascorse insieme ai compagni, bowling compreso, con un dettaglio che tiene a precisare:
«Cerchiamo di stare insieme anche fuori dal campo: proprio l’altra sera siamo andati tutti a giocare a bowling. E ho vinto io.»
Intanto la Tezenis guarda avanti. Dopo la trasferta di domenica a Trieste al PalaRubini, con palla a due alle 18.30, il prossimo appuntamento casalingo è fissato per sabato 31 ottobre contro l’OpenJobMetis Varese, con inizio alle 20 al PalaMagis.





