Ci sono molte persone nel mondo,
ma tuttavia ci sono più volti,
perché ognuno ne ha diversi.
(Rainer Maria Rilke)
Nel mondo del basket, poi…
Ormai hanno tutti indossato una maschera di circostanza. Quella stereotipata del “va tutto bene madama la marchesa”, anche se intorno il basket muore un poco di più ogni giorno.
Ah, no? Come diceva il famoso politico dalle cento, e più, camicie che sembra fare scuola…
Comunque, Flick e Flock si fanno i complimenti. A vicenda. Sinceri. Che impallidisce anche Giuda. Ma con quella bella faccia, sorridente. Per ogni occasione.
Bravo, bravissimo, che sei riuscito a portare a termine la stagione regolare. Regolare? La faccia ci vuole, di bronzo.
Ma che dici? Tutto merito tuo, del supporto e sostegno…
Grazie (e Graziella), ma comunque sei stato bravo. E’ sotto gli occhi di tutti la salute organizzativa del basket.
Si, certo. Una forza. Una fantasia. Domani iniziano i playoff, plaudono le genti, al miracolo, quello della moltiplicazione delle partite, 6 turni in 10 giorni, prima della sosta per consentire a Milano la partecipazione alla Final Four di Eurolega. Visto che maggio è il mese mariano, sarà meglio che facciate una novena. Sperando che tutto vada bene.
Complimenti, molti. A tutti. Dunque. Dai nostri politici del basket….
Si, anche a Valentina Vezzali, soprattutto, sottosegretaria capinera tanto graziosa nel piegare accondiscendente il capino anche al rinvio al 2024 della Riforma dello Sport, rinvio voluto dal suo partito con un emendamento al Senato. Un duemilaeventiquattro che oggi suona come un duemilaemai… Una Riforma che si poteva e si doveva migliorare? Certo. Diverso, però, dal seppellirla in fondo ad un cassetto e decidere di non occuparsene.
Lo sappiamo, siamo antipatici, irritanti, provocatori, facciamo domande solo per fare incazzare la gggente… Ma non ci possiamo fare niente.
Fare domande è il nostro mestiere. E allora, Legabasket e Fip ci dicano almeno un, e un soltanto, provvedimento che hanno adottato per minimizzare rischi e danni della pandemia. Qualcosa di concreto, oltre al lasciarsi trasportare dalla corrente, al laissez faire, per vedere come va a finire. Manco un euro di ristoro hanno portato a casa, ci sembra, e se sbagliamo ci cospargiamo il capo di cenere e andremo in ginocchio da Bologna (Lega) a Roma (Fip). Oltre, naturalmente, a farne pubblica ammenda.
Però il campionato non sarà più dispari… Ci dicono… A meno di rinunce all’ultimo momento (sic!).
Oh bella… A chi toccherebbe scongiurare la sciagurata eventualità?
Meglio spostare il discorso ancora più avanti, al Preolimpico della nazionale, che almeno qui abbiamo la buona novella: verranno tutti, anche i giocatori che stanno in Europa o in NBA. Se i calendari lo permetteranno!?!
Quindi, amici carissimi, se a Voi piace accontentarvi e magari anche un pochino farvi prendere per i fondelli, ci scuserete, se noi randagi mangiamo e beviamo poco e ringhiamo molto, e siamo pesanti anche nell’analisi della comunicazione. Sicuramente apprezziamo la disponibilità di fondo, o di principio, dei giocatori interpellati (sapete benissimo di chi si parla), ma è il “se” che non ci quadra. In una comunicazione corretta il condizionale viene prima, e da esso dipende la certezza. Se possono (e se vogliono?) verranno. Quindi il messaggio corretto è: speriamo!!! Mica il sottile contrabbando della certezza. Che poi… Le convocazioni di norma le fa il Commissario Tecnico! A meno che qui non funzioni diversamente…





