Insieme alle Final Four di Eurolega, sono iniziate anche le semifinali del campionato di Serie A. Ieri sera è andata in scena gara-1 tra Virtus Bologna e Reyer Venezia, che ha visto i bianconeri uscire vincitori dopo dei tempi regolamentari schizofrenici e un supplementare comandato dai padroni di casa. In una gara dall’esito incerto fino alla fine, analizziamo delle chiamate arbitrarli dubbie che potrebbero avere avuto un peso specifico importante. Lo facciamo, ovviamente, con l’aiuto del nostro esperto Silvio Corrias, che vi invitiamo a seguire anche sul suo portale WeRef.
ISAIA CORDINIER (75-69, 6.43 4Q): Tucker cattura il rimbalzo dopo l’errore di Polonara e parte in transizione, scivola e impatta contro Cordinier. Gli arbitri fischiano fallo del francese.
Tucker in transizione sul cambio di mano si trova davanti Cordinier. Tucker scivola sul solito adesivo, mentre Isaia allarga il braccio sinistro. Noce – coda – fischia fallo di Cordinier segnalando “un colpo in testa”. Cordinier si “accusa” del fallo. Le immagini sono piatte, la scivolata di Tucker abbastanza evidente nel sandwich tra Mickey e Cordinier, con l’arbitro coda dietro abbastanza impallato. Probabilmente un contatto c’è stato tra il braccio sinistro di Cordinier e la mano destra o la spalla sinistra di Tucker, sicuramente non un colpo alla testa: almeno dalle immagini non si percepisce niente di tutto ciò! L’auto accusa di Cordinier fa pensare che ci possa essere stato un contatto, che solo i giocatori possono avere sentito. Difficile stabilire quanto Tucker che scivola, vada contro il braccio di Isaia fuori dal cilindro, tanto quanto la mano/braccio di Isaia tocchi la testa di Tucker. Ovviamente a velocità di gioco è più facile fischiare che no. Dalle immagini direi “no call”.
MAX HEIDEGGER (86-86, 0.8 4Q): Spissu in palleggio per l’ultimo attacco Reyer, Heideggere cerca di portargli un blocco ma Belinelli gli si piazza davanti e cade. Gli arbitri fischiano sfondamento, chiamata corretta?
Spissu in palleggio fronteggiato da Hacket, alla sua destra Heidegger marcato da Belinelli. Mentre le due coppie si incrociano, Beli si stacca da Heidegger, quando parte il “taglio” di Heidegger, Belinelli occupa già la sua posizione sul campo. Nei tre passi che Heidegger compie prima dell’impatto, il cilindro di Beli è sempre nello stesso spazio, i piccoli movimenti dei piedi e le finte col tronco non ne modificano ne lo spazio ne la posizione. Heidegger va dritto per dritto nel petto di Belinelli: fallo dell’attacco.





