Nel 2025-2026, ben 15 giocatori NBA guadagneranno oltre 50 milioni di dollari ciascuno. Tre anni fa? Nessuno. Ma dietro questi numeri da capogiro si nasconde una verità poco nota: molti di questi superstar stanno effettivamente perdendo centinaia di milioni di dollari a causa delle tasse e delle detrazioni.
I grandi contratti da Supermax: il caso Shai Gilgeous-Alexander e Jason Tatum
Prendiamo ad esempio il Thunder 2025 e i Celtics 2024, che hanno firmato i loro giocatori più forti con contratti Supermax record dopo i loro successi in campionato.
- SGA ha firmato un’estensione supermax quadriennale da 285 milioni, con salari crescenti che lo porteranno a superare i 70 milioni nell’ultima stagione.
- Jason Tatum ha firmato un’estensione quinquennale da 315 milioni, il contratto più ricco nella storia NBA, con una media annua di circa 63 milioni
Ma questi numeri sono solo la superficie.
Le tasse: il vero “ladro” degli stipendi NBA
Il fisco federale applica un’aliquota progressiva che arriva fino al 37% per i redditi più alti. In pratica, gran parte degli stipendi NBA ricade in questa fascia, comportando decine di milioni in tasse ogni anno.
Per SGA e Tatum, significa rispettivamente 26,4 e 23,2 milioni all’anno, ovvero oltre 100 milioni in meno sul totale dei contratti.
Le jock taxes: tassazioni statali e “on the road”
Oltre alle tasse federali, i giocatori devono pagare le “jock taxes”, ovvero tasse imposte da ogni stato in cui giocano partite. Ad esempio, Tatum, che vive nel Massachusetts con un’aliquota fissa del 5%, perde 3.1 milioni solo per questo.
Ma quando i Celtics giocano in California, lo stato con la tassa più alta per milionari (13.3%), ogni partita a Los Angeles “costa” a Tatum circa 100.000 dollari in tasse extra. Considerando almeno 4 partite in California, sono 400.000 dollari in meno, e su 41 partite in trasferta si arriva a quasi 5 milioni persi in tasse.
L’NBA escrow e le commissioni degli agenti
Oltre alle tasse, l’NBA trattiene il 10% di ogni stipendio tramite il sistema escrow, che però viene restituito solo a fine anno o anche successivamente, garantendo un equilibrio tra ricavi dei giocatori e proprietari.
In più, gli agenti sportivi trattengono il 3-4% degli introiti, pari a circa 2 milioni l’anno per i giocatori con contratti supermax. Solo Shai Gilgeous-Alexander ha scelto di rappresentarsi da solo per risparmiare su queste commissioni.
Quanto rimane davvero in tasca ai giocatori NBA?
Alla fine, SGA, Tatum e altri superstar con contratti supermax portano a casa solo il 40-50% del valore nominale del contratto.
Anche i rookie e i giocatori con contratti minimi finiscono per perdere una parte significativa del salario netto (30-40%) a causa di tasse e detrazioni.
Certo, parliamo sempre di cifre da milioni di dollari, senza contare gli introiti da sponsorizzazioni e investimenti. Ma la realtà è che i giocatori NBA guadagnano molto meno di quanto appaia in prima battuta.
Quindi, da oggi in poi, quando vedete un giocatore firmare un nuovo mega-contratto, ricordatevi che in tasca porta a casa meno della metà di quella cifra. La durata della carriera NBA è spesso breve, quindi una pianificazione finanziaria oculata è essenziale per assicurarsi una stabilità economica duratura.
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