L’85° edizione della Copa del Rey è negli archivi. Nel Clásico disputato in finale, i Blaugrana si sono ripresi il titolo che i Blancos avevano conquistato nella passata edizione. Un percorso difficile quello delle due big che hanno dovuto sudare per raggiungere la finale. Andiamo ad analizzare il percorso di ogni squadra partecipante.
VALENCIA BASKET
I Taronja si possono considerare la delusione di questa Copa del Rey 2021. Gli uomini di Ponsarnau arrivavano da un magic moment in ACB (12 vittorie consecutive) e dalla grande vittoria contro il CSKA in Eurolega.
Affrontavano un Real con assenze importanti e giocatori limitati dall’infortunio. Nonostante la partita pressoché nulla di Tavares, Valencia ha subito a rimbalzo (36-30) e ha faticato dall’arco (5/26). Mossa discutibile quella di lasciar fuori Derrick Williams che, sebbene non arrivasse da un buon momento, sarebbe stato un corpo in più da mettere contro Deck (mattatore dell’incontro). Inoltre, non ci si può permettere di lasciare fuori l’uomo del mercato estivo in occasioni così importanti. Serata negativa sia per le guardie (Marinkovic – Prepelic 16 punti in due, con lo sloveno da 1/9 dal campo) e sotto canestro (Dubljevic – Tobey, 14 punti in due, con il montenegrino da soli 6 tiri tentati). Si salvano i soli Van Rossom (16 punti e 3 assist) e la costanza taronja di Nikola Kalinic (14+6+3) nonostante i problemi alla schiena.
Promosso: Van Rossom. Bocciato: Dubljevic.

HEREDA SAN PABLO BURGOS
Gli “Azulones” hanno avuto la sfortuna di capitare contro una delle squadre più in forma del momento (Tenerife). Burgos, che era alla prima apparizione nella Copa del Rey, ha risentito del viaggio a Buenos Aires, dove hanno conquistato la Coppa Intercontinentale contro il Quimsa lo scorso weekend. Altri fattori che sono andati contro Burgos sono stati l’aver permesso di rendere al massimo alla coppia Fitipaldo/Shermadini e l’aver concesso il 50% dall’arco agli isolani.
Inoltre, ha inciso anche l’assenza di un giocatore importante per Peñarroya: Alex Renfroe, lasciando il solo Cook in cabina di regia. A questo bisogna aggiungere il blackout di 6 minuti avuto dalla squadra detentrice della BCL. Sono mancati anche due giocatori simbolo di questa Burgos: quel Benite, MVP a Buenos Aires, e Jasiel Rivero che è sempre stato il motore della squadra oltre ai comprimari Horton, Rabaseda e McFadden.
Promosso: Kravic. Bocciato: Benite.
Cabeza muy alta. pic.twitter.com/qE5ovrV6Bs
— Hereda San Pablo Burgos (@SanPabloBurgos) February 11, 2021
JOVENTUT BADALONA
La Peña esce da questa Copa del Rey delusa ma non demoralizzata. I neroverdi hanno avuto diversi problemi con gli infortuni e con il mancato apporto di alcuni suoi interpreti. Il duo di veterani Bassas-Ribas ha combinato per 11 punti; è mancata la frenesia del giovane talento macedone Neno Dimitrijevic e anche López-Aróstegui ha rimpolpato il tabellino a partita ormai andata.
Note positive sono l’impatto di Demetrius Jackson (12 punti, con un errore al tiro) alla prima partita con Badalona, il continuo Brodziansky (18+5+2) e l’apporto del leader Ante Tomic (doppia doppia da 14 punti e 11 rimbalzi con anche una bomba realizzata, fondamentale insolito per il croato). Nonostante non sia arrivata la vittoria, l’atteggiamento dimostrato ha confermato le buone impressioni mostrate dagli uomini di Duran sia in ACB che in Eurocup.
Promosso: Tomic. Bocciato: Ribas.
UNICAJA MALAGA
La squadra che era data morta prima ancora di giocare la propria partita è stata quella che ha venduto più cara la pelle al Barcellona. Nel quarto di finale più scontato Malaga riesce nell’impresa di portare i blaugrana al supplementare.
L’Unicaja veniva da un periodo difficile post cambio allenatore e aveva di fronte uno degli avversari peggiori da affrontare ai quarti. Tuttavia, gli andalusi sono rimasti in partita grazie ad un monumentale Dario Brizuela: 33 punti per la “Mamba Basca”. Alla fine si sono visti, però, tutti i limiti sotto canestro: Gerun fuori squadra, Thompson 3 punti (con 0/4 dal campo), il solo Guerrero a fare il possibile (10 punti) e la sensazione Yannick Nzosa da 4 punti e 2 rimbalzi in 10 minuti. Il resto lo hanno fatto lo scarso apporto di Bouteille e Alonso (6 punti per il francese e 0 per lo spagnolo), le 22 palle perse e la tanta stanchezza venuta fuori nell’overtime.
Promosso: Brizuela. Bocciato: Alonso.
LENOVO TENERIFE
La formazione isolana è una delle squadre che senz’altro esce a testa alta da questa Copa del Rey. Nel quarto di finale contro Burgos è riuscita ad imporre il suo gioco basato sulla corsa e sul tiro da 3 punti (10 triple delle 13 totali realizzate nel terzo periodo). In questa partita è stato limitato Huertas, ma si sono messi in evidenza Fitipaldo (18 punti e 6 assist per l’ex Capo e Avellino), Sasu Salin (18 punti con 5 bombe) e Suljemanovic (10+8).
L’inizio della semifinale contro il Real sembrava promettere bene per gli uomini di Vidorreta (Guerra e i due playmaker sugli scudi). Tuttavia, è mancato totalmente l’apporto del totem georgiano Shermadini (1 punti in 12’ d’impiego) che ha fatto perdere la lotta a rimbalzo (39-28). I Blancos però non hanno mollato e con un grande terzo quarto sono riusciti a ribaltare la situazione ed indirizzarsi verso la vittoria. Questa Copa del Rey può, quindi, considerarsi un ulteriore passo in avanti di Tenerife tra le grandi del basket spagnolo ed internazionale.
Promosso: Fitipaldo. Bocciato: Doornekamp.
? ¡Orgullo y coraje! En la victoria y en la derrota.
? ¡Gracias a tod@s por el apoyo! #Volveremos
?? #VamosCanarias #LenovoTenerife pic.twitter.com/shbWeZkUs8
— Lenovo Tenerife (@CB1939Canarias) February 13, 2021
TD SYSTEM BASKONIA
Cuore ed intensità ovvero il marchio di fabbrica di casa Baskonia. Nella prima partita contro Badalona gli uomini di Ivanovic sono stati trascinati da quelli che sono i leader riconosciuti della squadra: Henry e Polonara. Il play ex Kazan è uno di quei giocatori che vorresti sempre avere: punti, rimbalzi, assist, fantasia, difesa, intensità e chi ne ha più ne metta (vedi poster su Brodziansky). Il nostro Achille ha chiuso una grande partita da 19 punti (top scorer), 7 rimbalzi e 3 stoppate, a dimostrazione del grande periodo. A loro si è aggiunto il contributo delle ali Giedraitis e Peters (36 punti combinati).
Nella semifinale contro il Barça, il Baskonia è partito male, fino ad arrivare a toccare il -17 all’intervallo. Poi, quel cuore che abbiamo menzionato, è uscito. Parziale di 18-5 per i baschi e partita completamente riaperta. Purtroppo, i rimbalzi (45-27 per i catalani) e la scarsa percentuale da 3 punti (7/22) hanno inciso per far arrendere Polonara & co. In questa partita, oltre ai due sopracitati Henry e Polonara, si sono visti buoni spunti da Jekiri e qualcosina da Vildoza, ma non è stato abbastanza.
Promosso: Henry. Bocciato: Fall.
REAL MADRID
I Blancos sono arrivati a pochi centimetri dal conquistare la 29° Copa del Rey della loro storia. Una squadra che ha dovuto fare a meno di diversi protagonisti (Garuba contro il Valencia e Rudy contro il Barça) e con un Tyus ancora fuori dal sistema e non al massimo della forma. Le note positive di questa competizione sono senz’altro il ritrovato Gabriel Deck (23 e 18 punti nelle prime uscite, fermo a 9 in finale) e Fabien Causeur (decisivo in semifinale con 18 punti). Evento più unico che raro: Jaycee Carroll 0 punti con 0/8 dal campo, fattore che ha inciso a favore del Barça.
Promosso: Deck. Bocciato: Abalde.
BARCELLONA
Prima trofeo per Jasikevicius sulla panchina del Barça. I catalani arrivavano a questa manifestazione con l’idea di essere la squadra più solida del torneo. Recuperati Mirotic e Davies, a dettare legge è stato, però, Cory Higgins (22, 15 e 20) che è stato premiato come MVP della manifestazione. Apporto importante è arrivato da Abrines (percorso immacolato dall’arco dei 3 punti con 8/8) e da Calathes, sempre più a suo agio nel sistema Jasikevicius. Ora che è pronto al rientro Claver, la squadra è al completo (pur senza un centro di riserva) e promette di dare spettacolo in lungo e in largo. ¡Enhorabuena Campeos!
Promosso: Higgins. Bocciato: Oriola.
