Alessandro Pajola lascia la Virtus Bologna. Il playmaker anconetano, cresciuto sotto le Due Torri da quando aveva poco più di quattordici anni, chiude un capitolo che ha segnato profondamente la storia recente del club bianconero.
Il suo percorso a Bologna è stato quello di una trasformazione completa: da prospetto delle giovanili a difensore d’élite, fino a conquistare la fascia di capitano. Una carriera straordinaria, costruita sulla dedizione e su una ferocia difensiva che lo ha reso uno dei profili più stimati e rispettati nel basket europeo. Con la maglia bianconera ha conquistato uno Scudetto da assoluto protagonista e ha alzato al cielo l’EuroCup del 2022, trofeo che ha riportato la Virtus nell’élite dell’Eurolega dopo anni di assenza.
Alessandro Pajola: un punto fermo anche in Nazionale: la consacrazione in azzurro
Parallelamente alla sua gloriosa carriera all’interno del club, Pajola si è ritagliato un ruolo totalmente insostituibile anche in azzurro. Dalle Olimpiadi di Tokyo in poi, il play marchigiano ha guidato con personalità la regia della Nazionale italiana attraverso Mondiali ed Europei, affermandosi come un vero e proprio riferimento tecnico e caratteriale per tutto il gruppo.
Scenari futuri: l’addio alle Vu Nere e la pista estera
Come riporta Il Corriere Adriatico – Ancona, il suo addio rappresenta adesso un delicatissimo punto di svolta per la Virtus, che si trova improvvisamente a dover colmare un vuoto non solo sul piano tecnico, ma soprattutto a livello emotivo e di leadership all’interno dello spogliatoio. Per Alessandro Pajola, invece, si aprono ufficialmente nuovi e stimolanti scenari professionali: il suo futuro sembra ormai orientato verso una nuova avventura, con ogni probabilità lontano dall’Italia e dai confini della Serie A.
