Armoni Brooks sa bene che la sua carriera a Milano ha cambiato marcia con l’arrivo di Peppe Poeta. Con il nuovo allenatore ha ottenuto libertà totale in attacco e un ruolo centrale nel sistema dell’Olimpia, rispondendo con prestazioni decisive: su tutte l’MVP della Coppa Italia e una lunga serie di partite ad alto livello.
Ma il nuovo status porta anche conseguenze. Le difese avversarie hanno iniziato a costruire i propri piani partita con un obiettivo preciso: impedirgli di ricevere il pallone. Nel derby contro Cantù, per esempio, Brooks ha faticato a entrare in ritmo non tanto per i tiri sbagliati, quanto per la difficoltà dei compagni nel servirlo con continuità.
Il suo peso, però, non è più solo domestico: Brooks è diventato un giocatore importante anche a livello europeo, e lui stesso è pienamente consapevole del nuovo livello di responsabilità.
«È sempre più difficile — racconta il capocannoniere dell’Olimpia in campionato — ogni volta, se hai un successo, la parte più complicata è sostenerlo. È una sfida che devi accettare, dalla quale non puoi tirarti indietro se vuoi diventare quel tipo di giocatore che io voglio essere. Devi avere la giusta mentalità e andare avanti col giusto passo facendo qualsiasi cosa sia necessaria perché la tua squadra vinca.»
Più minuti e più responsabilità
Il cambio di guida tecnica ha modificato profondamente il suo utilizzo. Con Poeta, in Eurolega, Armoni Brooks segna 5.7 punti e gioca 9 minuti in più rispetto alla gestione precedente, aumentando anche il volume di tiro da tre punti: da 4.6 tentativi a partita a 7.1.
Numeri che raccontano una trasformazione chiara: da giocatore di rotazione a riferimento offensivo.
Inoltre, per la prima volta nelle sue due stagioni a Milano, Brooks non ha seguito una coppa nazionale dalla tribuna: l’ha vinta da protagonista.
Il rapporto con Poeta
Il cambio in panchina ha sorpreso anche lui, ma Brooks ha accolto il nuovo corso con entusiasmo. Il rapporto con Poeta è diretto e basato sull’energia che l’allenatore riesce a trasmettere al gruppo.
«A Poeta cerchiamo di restituire quello che ci dà, il suo fuoco e il dare il meglio di se stesso. Siamo felici di farlo, ci mettiamo energia ed entusiasmo. A volte ci riusciamo, altre meno: dobbiamo guardarci allo specchio, il nostro compito è ottenere i risultati e fare in modo di migliorare la situazione.»
La corsa in Eurolega
Guardando all’Eurolega, Brooks sa bene che il margine è sottilissimo tra playoff e play-in. Ogni partita può cambiare l’equilibrio della stagione.
«Ogni partita di Eurolega è dura. Sono felice che abbiamo colto il momento vincendo la Coppa Italia, dobbiamo allungarla. Mancano poche partite, c’è stata qualche scivolata indietro, dobbiamo scalare di nuovo. Non possiamo cambiare quello che è successo, né controllare i risultati degli avversari: possiamo solo guardare avanti, giocare con energia e durezza di partite di playoff e produrre una spinta decisiva nel finale della stagione.»
Milano nel futuro
Brooks a Milano sta bene, dentro e fuori dal campo. Il contratto è in scadenza e il suo nuovo status ha inevitabilmente fatto salire il valore del prossimo accordo, ma la sua posizione personale appare molto chiara.
«Sono felice di restare, amo la città, è un bel posto per crescere dei figli, e voglio che la mia famiglia sia felice. Così è più facile per me, se loro soffrono, soffro anch’io.»
Sulle trattative per il rinnovo non entra nei dettagli, ma lascia intendere che i contatti ci sono stati.
«There have been some communications».
Il lavoro quotidiano dietro la crescita
Rispetto al giocatore arrivato due estati fa, Brooks oggi è più completo, più sicuro e più consapevole del proprio ruolo. La sua spiegazione, però, resta semplice e diretta.
«È solo questione di mettere dentro del lavoro, ogni giorno, e sperare che poi i buoni risultati arrivino. Sono grato di avere avuto questa opportunità, l’allenatore e i compagni credono in me. Affronto ogni giorno tentando di diventare migliore di quello che sono, senza mai perdere la concentrazione.»
Non è solo l’MVP della Coppa Italia o l’elettricità che si avverte quando alza la parabola da tre. Il vero punto, per Brooks, è non perdere mai quello che si è conquistato.
Il momento in cui arriva qualcosa che rischia di toglierti ciò che hai costruito è proprio quello in cui non bisogna mai rilassarsi.
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