Dopo aver esercitato la sua player option per rimanere a Los Angeles, Deandre Ayton è stato scambiato a Washington per Jaden Hardy e due scelte al secondo turno. Sono state stagioni difficili per Ayton, che sia a Portland che ai Lakers non ha brillato. A Los Angeles, infatti, ha ricoperto il ruolo di centro titolare con molta pressione addosso, vista la carenza di giocatori nel reparto lunghi per i gialloviola. Adesso Ayton si trova in una situazione favorevole, una squadra che non ha nulla da perdere e un ruolo da sesto uomo, senza pressioni di alcun tipo. Il suo ruolo, fondamentalmente, sarà quello di alleggerire il carico di Anthony Davis e Alex Sarr, facendo ciò che gli riesce meglio: difendere e prendere rimbalzi. Per la fase offensiva, gli Wizards sono ampiamente coperti, con Dybantsa che lentamente emergerà come una delle prime opzioni, e Trae Young che può segnare costantemente dall’arco. Vista anche la situazione infortuni che ha segnato la carriera di Anthony Davis, Ayton potrebbe trovare spazio anche nel quintetto titolare, e chissà che proprio questo contesto sia quello giusto per rilanciare la sua carriera.
AYTON HA UN PESO SULLE SPALLE
Non è un segreto che la carriera di Deandre Ayton non abbia rispettato le aspettative che gli appassionati si erano fatti sul suo conto. Uscito dal college, il lungo di Arizona era il prospetto più affidabile su cui puntare per qualsiasi franchigia NBA. Un lungo tradizionale, che non fa del tiro da 3 la sua arma migliore, ma che può contribuire enormemente in difesa e, offensivamente, nel pitturato. Phoenix lo scelse con la prima scelta assoluta, cercando di formare un duo dinamico tra lui e Devin Booker, in una classe draft storica, che conteneva Doncic, Brunson e Shai Gilgeous-Alexander. Guardando indietro a ciò che Ayton ha conquistato con Phoenix, stiamo comunque parlando di un giocatore che ha contribuito ad un’apparizione alle Finals. Verrà poi scambiato in una trade a 3 squadre, quella di Damian Lillard a Milwaukee, dove arriverà a Portland. Da lì in poi, Ayton non è più stato in grado di essere il giocatore che tutti si aspettavano. Arriva poi a Los Angeles con alte aspettative, impossibile non averle se stai giocando per uno dei mercati più importanti della lega. Gli vengono date molte responsabilità visto il ruolo da primo centro della squadra, ma non riesce ancora una volta ad affermarsi. Arriviamo oggi, dove dopo aver firmato Walker Kessler, Los Angeles lo scambia a Washington per avere più flessibilità salariale e un tiratore dalla panchina. Ayton arriva nella capitale con meno pressione visto il ruolo che ricoprirà, ma con un peso sulle spalle, consapevole che questa sia una delle ultime, se non l’ultima occasione, di rilanciare a pieno la sua carriera.
WASHINGTON: LA SITUAZIONE PERFETTA PER AYTON
Sappiamo tutti che il gioco di Ayton non rispecchi il prototipo del centro attuale. In primo piano, osserviamo come la figura del lungo in NBA sia radicalmente cambiata da quando Ayton è entrato nella lega. Come dicevamo prima, Ayton è un lungo tradizionale, che fa del gioco interno la sua caratteristica migliore. Può essere quindi un valido back-up in una squadra, ma il suo stile di gioco non rispetta minimamente i parametri del centro moderno. Giocatori come Victor Wembanyama e Karl Anthony-Towns sono, rispettivamente, il fiore all’occhiello delle proprie squadre, capaci di tirare da fuori e di spaziare il gioco con skill da playmaking.
In tutto ciò, oltre al suo gioco interno, cosa porta Ayton a Washington? Porta esperienza e voglia di rimettersi in gioco, in una squadra giovane ed emergente. È stato alle NBA Finals, e la mentalità che può inculcare ai vari Dybantsa e Sarr può essere una delle chiavi nel suo ruolo. Porta solidità, in una squadra dove un Anthony Davis molto propenso agli infortuni è il titolare, la sua presenza dalla panchina può dare quel qualcosa in più per proiettare questa squadra verso il futuro. Parlandoci chiaramente, Washington non ha fatto il colpo del secolo in questa free agency, ma ha portato in squadra ciò che serviva: un veterano con voglia di riscattarsi. Dopo i brutti stint di Los Angeles e Portland, Deandre Ayton è pronto a riprendersi tutto. Servirà appoggio da parte della società, che se vorrà ottenere il meglio da lui, dovrà dargli fiducia dal momento in cui arriverà nella capitale.
