Nel corso di una recente intervista al podcast Flotkast, Billy Baron ha offerto una lettura molto lucida del lavoro di Ettore Messina, soffermandosi sull’impatto che il sistema dell’allenatore può avere sul gioco, a seconda degli uomini messi in campo. Un’analisi che parte dall’esperienza vissuta all’Olimpia Milano e che mette al centro il rapporto tra stile e personale.
Messina, un allenatore emotivo e identitario
Baron descrive Messina come un tecnico profondamente diverso da altri allenatori incontrati in carriera, soprattutto per l’intensità emotiva con cui vive la partita.
“Messina era decisamente diverso dagli altri allenatori. Molto emotivo. Con lui, quando in campo ci sono i giocatori ‘giusti’ per il suo stile, mi ricorderò sempre questa cosa: ho detto più volte che, con un tipo di quintetto, quelle erano le partite di basket più ‘facili’ che avessi mai giocato.”
Il quintetto ideale e il gioco che fluisce
Ripensando al suo primo anno a Milano, Baron entra nel dettaglio di un assetto che, secondo lui, rappresentava al meglio l’idea di Messina.
“Nel mio primo anno a Milano c’erano Shabazz, non ricordo chi giocasse da ‘3’, e poi Nick Melli e Johannes Voigtmann. Eravamo tutti intercambiabili: fluisci nel set, scegli gli spazi in campo.”
La forza di quel gruppo, spiega Baron, stava nella lettura continua e nella condivisione delle responsabilità.
“La cosa che rendeva difficile prepararci una partita contro è che, quando la palla girava, spesso non sapevo nemmeno io cosa avrei fatto: guardavo Nick o Joe quando avevano la palla, oppure guardavo Shabazz e gli dicevo ‘ok, che facciamo?’, e ci leggevamo a vicenda. E funzionava, e funzionava, e funzionava.”
Quando il sistema diventa complesso
Baron chiarisce però come lo stesso modello possa trasformarsi radicalmente se il personale non è adatto.
“Con Messina, quando in campo ci sono i giocatori ‘sbagliati’, il gioco può passare dalla partita più facile della tua vita alla più difficile.”
Il punto, secondo l’ex Olimpia, non è il sistema in sé, ma la coerenza tra idea tecnica e interpreti.
“È un discorso molto legato al personale: il suo stile richiede un certo tipo di giocatori, e il punto è mettere quel tipo di personale in campo.”
Un’osservazione che sintetizza in modo diretto una delle chiavi storiche del basket di Messina.





