Il CEO di EuroLeague, Chus Bueno, ha tracciato un quadro molto chiaro della situazione attuale della massima competizione cestistica europea in una lunga intervista rilasciata a cityam.com. Il messaggio centrale è netto: l’EuroLeague non è mai stata così solida e non ha alcuna intenzione di farsi da parte di fronte ai piani della NBA per sbarcare nel Vecchio Continente.
Bueno, che guida l’organizzazione da pochi mesi, ha sottolineato come i club siano compatti e orientati verso un futuro condiviso, con l’adozione di un modello in franchising che li legherà in modo permanente alla competizione. Il progetto prevede inoltre l’espansione del numero di squadre partecipanti: dalle attuali 20 a 24 a partire dal 2027, proprio nella stessa finestra temporale in cui la NBA punta a lanciare una propria lega europea con 12 squadre in città come Londra e Manchester.
«Questi primi mesi da quando ho assunto l’incarico sono stati davvero intensi, ma oggi siamo molto contenti. Posso dire che non siamo mai stati in una situazione migliore. Siamo più forti, siamo uniti per i prossimi dieci anni e le squadre vogliono passare al modello franchising, il che significa che saremo insieme per sempre.»
La sfida con la NBA e i numeri sul tavolo
Il dirigente non si è sottratto al confronto diretto con il progetto NBA Europe, ribadendo che anche nello scenario più sfavorevole — con cinque club che dovessero migrare verso la lega nordamericana — l’EuroLeague continuerebbe a operare con almeno 15 squadre. La possibilità che l’organizzazione cessi di esistere, secondo Bueno, semplicemente non esiste.
«Non c’è alcun problema di competizione. Siamo già in competizione con la BCL e questo è assolutamente normale. Quello che la gente deve capire è che l’EuroLeague non scomparirà mai. Anche nello scenario peggiore, se cinque squadre dovessero passare all’NBA Europe, l’EuroLeague avrebbe comunque 15 squadre. Non c’è alcuna possibilità che l’organizzazione cessi di esistere.»
Sul fronte economico, Bueno ha rivelato dati significativi: oltre 20 offerte già pervenute per un valore complessivo di 1,2 miliardi di euro, a testimonianza dell’interesse del mercato per le nuove franchigie. Un segnale di fiducia che il CEO intende tradurre in risultati concreti.
«Le squadre qui detengono le chiavi del regno. Sono loro che gestiscono la competizione. Non vogliono essere trattate come un semplice trofeo di cui qualcuno ha bisogno per crearsi un pubblico.»
Dialogo aperto, ma senza accordo
Bueno non chiude la porta a una possibile collaborazione con la NBA, ma pone una condizione imprescindibile: la tutela degli interessi dei club di EuroLeague. La stessa NBA ha dichiarato di preferire un’intesa con l’organizzazione europea, tuttavia i negoziati fino a questo momento non hanno portato a risultati concreti. Se la lega nordamericana dovesse lanciare la NBA Europe nell’autunno 2027 senza un accordo, secondo Bueno entrambe le parti ne subirebbero le conseguenze.
Il braccio di ferro tra le due realtà è destinato a intensificarsi nei prossimi mesi, con la NBA che accelera le proprie mosse verso il mercato europeo e l’EuroLeague che risponde rafforzando la propria struttura e ampliando i propri confini.
