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Cantù a caccia dell’assetto playoff (visto poco con Pesaro)

Cantù supera Pesaro al PalaDesio per 85-78 e continua a tenere un occhio nello specchietto retrovisore: per chiudere al terzo posto, al netto dei risultati delle tante inseguitrici, è ora sufficiente vincerne una tra la trasferta di Avellino e l’ultima in casa con Vigevano. Impresa oggettivamente fattibile, che diventa quasi secondaria rispetto alla vera sfida: trovare il perfetto assetto playoff, visto solo in pochi sprazzi nel successo sulla Carpegna.

Soddisfatto della prestazione dei suoi, il primo a sapere che ci sono diversi dettagli da perfezionare è proprio coach Nicola Brienza: «Sembra assurdo dirlo a questo punto della stagione», osserva su nostra specifica domanda alla fine del match, «ma dobbiamo lavorare in palestra e in partita per conoscerci finalmente bene, cosa che i ripetuti infortuni ci hanno sinora impedito. Il rientro di De Nicolao ha subito cambiato le cose in positivo per i nostri lunghi, ma ora dobbiamo fare in modo che non vengano tolti palloni preziosi a McGee». Come in effetti accaduto all’attacco dell’Acqua San Bernardo contro Pesaro: perché se i 10 assist di De Nicolao sono andati a rimpinguare a rotazione il tabellino dei lunghi (19 punti in 19′ per Basile senza nemmeno una tripla, più 10 rimbalzi per la doppia doppia; 10 per Hogue; 9 per Baldi Rossi; 8 per un volitivo Okeke), sul perimetro “stonano” i 13 punti di McGee, tra l’altro meritoriamente ottenuti con solo 6 tiri dal campo (1/1 da due, 3/5 da oltre l’arco).

In attesa di un maggiore equilibrio offensivo, nella 23a vittoria di stagione va intanto anche registrato un altro benefico effetto del recupero di De Nicolao: tornato al suo ruolo naturale, Moraschini condivide con Basile quello di top-scorer (19, con l’aggiunta di 6 rimbalzi). Mentre l’1/7 dal campo di Valentini è ben compensato da un’intensa difesa che nel terzo quarto contiene finalmente Ahmad (24 totali, 16 già all’intervallo) favorendo il break di una Cantù che non chiude mai definitivamente la partita, ma riesce comunque a conservarne l’inerzia fino all’ultima sirena.

A certificare il meritato successo c’è anche il 102 a 82 di valutazione a favore dell’Acqua San Bernardo, mentre la matita rossa si ritrova a fare un cerchiolino intorno alle palle perse: ben 16 contro le 9 di Pesaro. Un paio se le attribuisce direttamente coach Brienza, che rivede anche il calcolo totale al ribasso: «Due dipendono dalla mia scelta di tenere in campo De Nicolao qualche minuto di troppo, anche se era ormai stanchissimo. E anche se 16 sono effettivamente troppe, credo che quelle davvero dannose siano state 8/9. Ovvio però che dobbiamo lavorare anche su questo aspetto».

Sul fronte difensivo (contro Pesaro menzione anche per Riismaa, bravo a mettere subito fuori partita l’ex Bucarelli, che chiude con una sola tripla) la prima sfida è invece per lo staff medico: far rientrare il prima possibile lo scavigliato Piccoli, la cui assenza – facendo scalare le marcature sul perimetro – ha per certi versi favorito la prestazione di un comunque ispiratissimo Maretto (17, con 3/5 da oltre l’arco). L’altra sarà invece quella di presidiare il colorato meglio di quanto visto nella prima parte del match contro Pesaro, in cui sono state concesse troppe penetrazioni frontali così come dalla linea di fondo. Tutti dettagli perfezionabili e magari da perfezionare già nella prossima trasferta in Irpinia: per blindare definitivamente il terzo posto e mettere tutta l’attenzione sulla caccia all’assetto playoff. (Paolo Corio)

 

Paolo Corio
Paolo Corio
Giornalista di professione, scrivo di basket per passione dall'ormai lontana stagione 1999-2000. Per BDP seguo principalmente Pallacanestro Cantù in LBA e Urania Milano in A2.

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