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Cantù torna in A: la promozione in 10 “pictures”

Retina del 3-0 su Rimini al collo, a regalarci l’idea delle 10 “pictures” per raccontare la promozione in A di Cantù è uno strematissimo capitan Baldi Rossi, che di suo ne mette tre per riassumere una stagione finalmente vincente. A nostra volta stremati per il caldo torrido del PalaDesio (forse i vertici di LNP dovrebbero riconsiderare i calendari alla luce dei cambiamenti climatici, escludendo la possibilità di inserire l’obbligo dell’aria condizionata come in LBA), non ci resta che cogliere l’occasione al volo.

Ulteriore vantaggio: nell’album possiamo mettere anche qualche altra immagine suggerita sempre in sala-stampa da coach Nicola Brienza e dal preparatore Sam Bianchi, al quale va dedicata almeno una Polaroid per come è riuscito prima a far recuperare tanti giocatori-chiave dagli infortuni e poi a far arrivare la squadra con ancora la necessaria energia in serbatoio ai playoff («ma il merito è di come Nicola ha saputo gestire i minutaggi», si schermisce il diretto interessato). Il resto delle “pictures” sono quelle che ci saltano alla mente ripensando a questo come ai tre assalti precedenti di una Cantù finalmente tornata nel basket di vertice.

Picture n°1: la tripla di Valentini contro Cividale. Suggerita da Sam Bianchi a Nicola Brienza e controfirmata da Baldi Rossi, è l’immagine della svolta: quella della tripla di Valentini che all’ultimo secondo vale la vittoria su Cividale per 78-77 dopo una striscia negativa di cinque sconfitte. «La tripla di Fabio ci ha permesso di uscire dai casini in cui ci eravamo messi e ha riportato tutto nella giusta direzione. Bravo anche Moraschini a passargli quell’ultimo pallone», è la perfetta sintesi di coach Nicola Brienza sul significato di un tiro che a suo tempo abbiamo a nostra volta evidenziato per importanza (cliccate qui, se volete).

Picture n°2: Grant Basile con il cappello da cowboy in testa. Non per ricordare le sue origini di ragazzone del Wisconsin, ma per premiarlo come Mvp di una finale playoff giocata a più di 18 punti di media (24 in gara 3). «Allenarmi contro di lui mi ha costretto a tanto ghiaccio su ginocchia e caviglie, ma è stato stimolante confrontarmi contro il vero “crack” di questo Campionato. Gli auguro una grande carriera e mi auguro che possa aggiungere un altro anno a Cantù nella serie che già merita», la dedica di capitan Baldi Rossi.

Picture n°3: McGee & Hogue. Se non la coppia perfetta, di sicuro quella giusta per un equilibrio del roster che non è stato comunque facile da raggiungere. Arrivato a stagione in corso dopo la maglia azzurra conquistata da Grant Basile, Dustin Hogue ha progressivamente aumentato la sua presenza nel colorato fino a renderla un fattore decisivo nei playoff. Mentre Tyrus McGee ha alternato prestazioni da top-scorer ad altre in tono minore, ma sempre con il merito di lasciare spazio (cioè tiri) agli altri talenti italiani del roster.

Picture n°4: Piccoli & Riismaa. La quintessenza dell’applicazione difensiva predicata da coach Nicola Brienza. Con un infaticabile lavoro in staffetta hanno fermato o almeno limitato tante delle maggiori “bocche da fuoco” del torneo. Un esempio che i compagni hanno seguito partita dopo partita, fino alla decisiva difesa di squadra mostrata nei playoff.

Picture n°5: il gruppo di italiani non in gita. “Lo sguardo allegro da italiano in gita”, canta Paolo Conte di Gino Bartali. Partita dopo partita, tra passaggi a vuoto e riscatti, gli italiani di Cantù hanno invece saputo diventare un gruppo non in gita, ma in missione. E tanto per rimanere in tema ciclistico, «un gruppo non di passisti ma di scalatori, capaci di tirare fuori tutto quando la strada si è fatta più dura», il commento finale di coach Brienza. Che ha saputo avere il meglio tanto dai più esperti quanto dai più giovani, con menzione speciale di Sam Bianchi per Luca Possamai: «Un ragazzo d’oro, che ci ha permesso di allenarci sempre al massimo e che ha continuato a sostenere il gruppo anche quando è rimasto fuori dalle rotazioni».

Picture n°6: la vittoria in Coppa Italia. «Vincere aiuta a vincere» è stato il mantra ripetuto più volte da Matteo Piccoli. E la vittoria di Coppa Italia, per ammissione di tutti i diretti interessati, ha aiutato a vincere il Campionato. Con magari un pizzico di fortuna, vista la semifinale conquistata ai supplementari contro una Udine dimezzata dagli infortuni: ma si sa, aiutati che il ciel t’aiuta…

Picture n°7: la faccia da poker di coach Brienza. Vittoria o sconfitta, il coach non ha mai lasciato trasparire il minimo segno di preoccupazione, dichiarando sempre di avere massima fiducia nel suo gruppo di giocatori. Solo in fondo, a partita definitivamente chiusa, ha rivelato quello che era facile intuire: non è stata una stagione facile, anche perché vissuta da canturino “doc” in presa più che diretta con la realtà circostante («non è mica facile quando quello che hai davanti in coda in macelleria è lo stesso che vedi sulle tribune al palazzetto», l’aneddoto-confessione). Ma alla fine Nicola Brienza ha saputo giocarsi in modo vincente le sue carte e non è la prima volta che accade: valeva la pena, come abbiamo scritto a suo tempo, lasciarlo lavorare senza esagerare nelle critiche.

Picture n°8: la serie dei quarti contro la Fortitudo. Insieme con la vittoria in Coppa Italia, il combattuto 3-2 contro la squadra di coach Attilio Caja rientra nel già citato mantra di Piccoli (combinato nei playoff con il “resettare tutto” di coach Brienza), ma è stato anche il cimento perfetto per entrare al meglio nel clima playoff e non uscirci più, se non per festeggiare la promozione in A. «Molti davano per scontata quella serie, ma è stata invece la più insidiosa», il commento non privo di un pizzico di polemica da parte dell’allenatore canturino.

Picture n°9: la cravatta del presidente Roberto Allievi. Tra i pochissimi a indossare la cravatta nel caldo torrido del PalaDesio, certo l’unico ad averla ancora perfettamente annodata alla fine della partita. Il presidentissimo Roberto Allievi, sempre pronto a metterci la faccia e prima ancora il cuore, è l’immagine-simbolo di un club che dopo anni bui guarda ora con ottimismo al futuro. A promozione appena conquistata il gm Alessandro Santoro ci dice che penserà alla squadra per la A almeno dopo il weekend di festeggiamenti, ma voci di corridoio ci dicono che la Pallacanestro Cantù sta già lavorando al coinvolgimento di nuovi, importanti finanziatori per arrivare a un budget interessante per il prossimo Campionato in A.

Picture n°10: quella in progress del cantiere a Cantù. C’è chi passa in zona e chi cerca le ultime immagini sul web: in tutti i casi, si ha l’impressione che i lavori per il nuovo palazzetto stiano procedendo secondo le migliori previsioni. E il ritorno in A può solo fare da propulsore aggiunto a questo progetto che rappresenta il vero futuro del basket a Cantù.

Paolo Corio
Paolo Corio
Giornalista di professione, scrivo di basket per passione dall'ormai lontana stagione 1999-2000. Per BDP seguo principalmente Pallacanestro Cantù in LBA e Urania Milano in A2.

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