HomeLega BasketSerie A2Cantù: vincere la Coppa Italia aiuta a vincere perché...

Cantù: vincere la Coppa Italia aiuta a vincere perché…

Vincere aiuta a vincere. Usato da Matteo Piccoli dopo il successo di Cantù su Rimini per spronare tutta la squadra in vista della Final 4 di Bologna, il vecchio adagio è stato ribadito da coach Nicola Brienza ai microfoni di Rai Sport dopo aver alzato la Coppa Italia 2025 di Serie A2 con il netto successo su Cividale (74-57). Attribuite le citazioni, ecco alcune considerazioni sul perché avere vinto la Coppa può aiutare l’Acqua San Bernardo a vincere anche più in là, quando più conta…

● Perché la difesa di squadra vista contro Cividale è la prima arma che può fare la differenza anche nei playoff. La staffetta Piccoli – Riismaa a limitare Redivo (3 punti all’intervallo, 13 totali) ne è l’immagine più viva, ma è anche solo la punta dell’iceberg: sotto c’è il lavoro di tutti, sul perimetro come nel colorato, per un’efficacia che – se replicata con continuità – può far affondare qualsiasi attacco.

● Perché sminuire la vittoria in semifinale sulla dimezzata Udine sarebbe fare un torto non solo ai friulani, ma a entrambe le squadre per l’intensità e la determinazione mostrate in tutti i 45 minuti. E perché, a pensarci bene, l’andamento dell’ultimo quarto avrebbe più facilmente potuto mandare mentalmente in tilt Cantù, proprio perché quella senza giustificazioni oggettive in caso di sconfitta. Invece l’Acqua San Bernardo ha saputo mantenere nervi saldi e fiducia nei propri mezzi di fronte al rientro dell’Apu… e anche dei due errori dalla lunetta di un comunque formidabile Fabio Valentini (30 punti, 6 assist) che hanno mandato tutto al supplementare.

● Perché la forma e quindi l’efficacia offensiva di Tyrus McGee, come certificato dal premio di Mvp di questa Coppa Italia 2025, sono ormai decollate dopo i mesi a singhiozzo per i due infortuni. 29 punti e 6 assist contro Udine nel duello con l’altrettanto eccezionale Hickey (35 punti, 8 assist), 27 punti e 2 assist in finale contro Cividale sono le statistiche che tingono di rosa anche il futuro dell’attacco di Cantù.

● Perché se Piccoli è il leader emotivo (e anche quello che ha depositato nel cesto l’ultimo pallone della finale, quasi a mettere il sigillo sulla Coppa con quegli unici due punti di serata), dopo alcune prestazioni sotto tono capitan Baldi Rossi ha ripreso contro Cividale a dare l’esempio come sa. Cioè con i fatti: 12 punti, incluso quel contropiede dopo pallone recuperato per il 59-44 in cui ci è parso davvero il capitano che sciabola alla mano guidava l’assalto decisivo. E ben intenzionato a guidarne altri, ancora più decisivi.

● Perché dopo essere stato tra i più esposti alle critiche nel periodo “no” di Cantù, Riccardo Moraschini sta rispondendo da lottatore di talento – quale appunto è – per tabellino (14 punti con Udine, 19 con Cividale) e soprattutto per atteggiamento: sicuro quanto basta nel playmaking d’appoggio in attesa del rientro di De Nicolao (e confidando che l’infortunio a Valentini in finale non sia nulla di serio), sempre determinato in difesa, più attento in attacco nello sfruttare le sue capacità atletiche (e i relativi mismatch) in alternativa o comunque in alternanza al tiro da tre.

● Perché questa Coppa Italia è stata davvero vinta con il contributo di tutti, a partire da quello di un Riismaa capace contro Udine di aggiungere 13 punti in tabellino alla solita difesa e di un Hogue fondamentale nel mettere presenza, esperienza e anche un pizzico di cattiveria agonistica nel colorato (7 punti e 9 rimbalzi con Udine, 9 punti e 8 rimbalzi con Cividale). E perché il contributo di tutti è riuscito a supplire ai pochi punti e pochi minuti di Grant Basile (3 con Udine, 5 con Cividale), top-scorer assoluto di Cantù che ha invece vissuto in affanno la Final 4 di Bologna.

● Last but not least, perché quella lavagnetta con il titolo di “best coach” della manifestazione ricevuta da Nicola Brienza rappresenta un’ulteriore iniezione di fiducia per tutto lo staff e un promemoria per tutto l’ambiente: è l’uomo giusto al posto giusto, con passione e senso di responsabilità accresciuti dall’essere un canturino al 100%. Come tutti qualche volta può sbagliare, ma va lasciato lavorare: perché è soprattutto così che vincere aiuta a vincere. (Paolo Corio)

Paolo Corio
Paolo Corio
Giornalista di professione, scrivo di basket per passione dall'ormai lontana stagione 1999-2000. Per BDP seguo principalmente Pallacanestro Cantù in LBA e Urania Milano in A2.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui
Captcha verification failed!
CAPTCHA user score failed. Please contact us!