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Cheickh Niang, 17 anni e un argento europeo: «Non capita tutti i giorni»

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Papa Cheickh Niang Slovenia - Italia, Italy Finale - Final FIBA U18 EuroBasket 2026 Trento, 02/08/2026 Foto A. Gilardi/Ag. Ciamillo Castoria

Cheickh Niang non ha ancora compiuto diciotto anni — li festeggerà il 16 settembre — ma l’estate che si sta lasciando alle spalle vale già una carriera intera. L’ala della Dolomiti Energia ha trascinato la Nazionale Under 18 all’argento europeo, disputato proprio a Trento, perdendo in finale contro la Slovenia. Un risultato che racconta molto di lui e del percorso costruito in questi mesi.

La strada verso quella finale non è stata lineare. Nelle amichevoli di preparazione l’Italia aveva ceduto contro Spagna, Francia e Grecia, tre sconfitte che avrebbero potuto pesare sul morale del gruppo, ma la capacità di reazione del gruppo è stata eccezionale, come ha dichiarato Niang in un’intervista a Il Corriere del Trentino:

«Ci siamo rialzati da tutte quelle cadute e sono fiero di tutti i miei compagni. Credo che un argento europeo non capiti tutti i giorni e che sia frutto di un percorso di crescita partito da lontano»

Giocare in casa ha aggiunto un peso specifico diverso all’esperienza. Per Niang era il primo evento con la maglia azzurra, e sapere che il pubblico di Trento sarebbe stato sugli spalti ha cambiato qualcosa:

«Appena ho saputo che l’Europeo sarebbe stato a Trento ho sentito una carica in più. Il pubblico è stato veramente fantastico per tutta la durata dell’evento, ci ha aiutato tanto. Sapere di avere i tifosi con me lo ha reso ancora più speciale»

Il fratello, il campetto, il sogno

Dietro la crescita di Cheickh c’è una storia familiare che inizia da lontano, da quei pomeriggi al campetto con il fratello maggiore Saliou. È lui la prima fonte di ispirazione, il modello da cui ha mutuato fisicità, impatto e qualche soluzione difensiva:

«Sono cresciuto insieme a lui, è grazie a lui che mi sono appassionato al basket. Da piccoli stavamo a giocare al campetto fino a sera. Ritrovarci in campo insieme, anche se da avversari, è stato un sogno che è diventato realtà. Era una cosa di cui parlavamo alla sera a letto quando eravamo piccoli»

Quando gli viene proposto il paragone con i fratelli Antetokounmpo, Cheickh frena con lucidità: «Per me è presto, ma lavoreremo per riuscirci». Una risposta che dice molto sul suo approccio.

Tra i giocatori che segue con più attenzione ci sono Shai Gilgeous-Alexander e VJ Edgecombe. I loro video li studia insieme a Marco Crespi, direttore dell’Academy di Trento. A febbraio ha partecipato a un camp di basket negli Stati Uniti, e durante il viaggio ha vissuto anche il periodo dell’All Star Game:

«Quando sono stato negli Stati Uniti è stato tutto molto bello. Per arrivare là c’è tanto lavoro da fare, ma posso provarci»

Scuola, allenamento e la mentalità giusta

La quotidianità di Niang è quella di un ragazzo che divide le giornate tra i banchi dell’istituto Ivo Carneri — a settembre inizia l’ultimo anno prima della Maturità — e il parquet. La routine è serrata: scuola al mattino, allenamento nel pomeriggio, spesso con uno spuntino consumato in macchina a metà giornata.

Sul piano del gioco, l’Europeo lo ha lasciato con una consapevolezza precisa: è cresciuto soprattutto in difesa, aggiungendo aggressività e continuità mentale anche nei momenti difficili. Un principio che applica anche fuori dal campo.

«L’umiltà è la cosa più importante», dice. «Se non ti entra il pallone in attacco puoi cercare di prendere un rimbalzo in più o difendere meglio». Una filosofia semplice, concreta, che rispecchia il modo in cui Trento lo sta formando. «Si tratta di un club che mi ha spalancato le sue porte», racconta. «Non c’è modo migliore per crescere». Per la stagione 2026-27, l’Aquila lo ha già individuato come uno dei riferimenti del proprio futuro.

 

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