Ventinove minuti. È bastato questo per convincere Varese che Amedeo Della Valle è qualcosa di speciale. Nelle prime due uscite con la maglia Openjobmetis, il trentatreenne di Alba ha messo insieme 34 punti e 11 assist, uscendo dalla panchina in entrambe le occasioni e cambiando ogni volta il volto dell’attacco biancorosso.
Nove minuti contro Trieste, venti contro Cantù: numeri contenuti sul piano del minutaggio, ma sufficienti a guadagnarsi il titolo di MVP in entrambe le gare. Nella partita con i brianzoli, davanti a un pubblico numeroso, ha fatto breccia nel cuore dei tifosi varesini in modo definitivo.
Playmaker per necessità, dominatore per natura
Come scritto da La Prealpina, in assenza di McDowell-White e Librizzi, Della Valle si è calato anche nel ruolo di regista, gestendo il gioco con la stessa naturalezza con cui trova il canestro. Un adattamento che ha detto molto sulla sua duttilità e sulla sua lettura del gioco. Il contratto triennale firmato con Varese racconta di un progetto serio attorno a lui, dopo i cinque anni trascorsi a Brescia che lo avevano reso uno dei volti più riconoscibili del basket italiano.
L’entusiasmo della piazza varesina è già alle stelle. Questo impatto devastante, sia dentro che fuori dal campo, conferma in pieno le aspettative di Luis Scola, che ha spinto fortemente per riannodare quel legame nato nella stagione 2019/20 quando entrambi vestivano la maglia dell’Olimpia Milano.
La squadra di Ioannis Kastritis sta scoprendo anche altri elementi interessanti: i giovani Risi e Kangur si stanno mettendo in mostra in questo avvio di stagione, segnale che il roster ha margini di crescita oltre al contributo immediato del suo nuovo uomo di punta.




