Jamal Jones 6.5: l’ex Bahçeşehir è stato uno dei capisaldi della prima parte di stagione di Sassari. Quando tutto sembrava andare male, l’unico giocatore a riuscire ad esprimere il proprio talento al meglio è stato lui. Purtroppo, diversi infortuni hanno poi impedito che Jones potesse continuare ad essere un fattore determinante nell’arco della stagione. Nel complesso, comunque, un’annata positiva.
Gerald Robinson 7: forse non ha avuto lo stesso, prorompente effetto dell’anno scorso su questa squadra, ma è stato comunque tra le sue menti più brillanti. Sicuramente i momenti di appannamento per lui sono stati di più, non sempre è sembrato essere al massimo della condizione, ma il suo quoziente cestistico elevato è preziosissimo comunque. Bravo nel finale di stagione ad accettare anche il ruolo di sesto uomo, senza battere ciglio.
Chris Dowe 8.5: è stato uno degli uomini chiave più importanti per il successo di questa squadra. Dal suo rientro dall’infortunio, ha preso in mano i suoi compagni dentro e fuori dal campo dimostrandosi leader vero. Le sue qualità sul parquet non si discutono, e anche in giornate meno positive dal punto di vista realizzativo non ha mai fatto mancare il proprio apporto in tutte le altre fasi del gioco. Giocatore di culto.
Filip Kruslin 8: il croato si è ritagliato sul campo un ruolo molto rilevante nelle rotazioni di Bucchi. Kruslin ha chiuso la stagione da miglior tiratore da tre del campionato, nella squadra migliore della Serie A da oltre l’arco. Già questo basterebbe a spiegare il suo apporto, che però si è rivelato sorprendentemente positivo anche in difesa. Spesso Bucchi gli affidava l’attaccante avversario più pericoloso, e lui ha risposto presente.
Giacomo Devecchi 7: il voto è ovviamente “fasullo”, ma non si poteva non premiare la carriera di un giocatore che della Dinamo è stato il simbolo più grande. La sua importanza va oltre il suo apporto in campo, limitato per ovvi motivi. Onore a Jack e alla sua carriera, giustamente omaggiata nel finale di stagione con l’addio ai suoi tifosi.
Kaspar Treier 6.5: stagione forse in crescita rispetto a quella precedente, anche se ancora siamo distanti da quelle che potrebbero essere le sue potenzialità. Dalla panchina comunque Treier ha sempre portato un buon carattere e tanto agonismo, oltre a un tiro da tre che in qualche occasione è sembrato più costante del solito.
Massimo Chessa 6.5: tutte le volte che è stato chiamato in causa ha risposto presente. In diverse occasioni, infatti, Chessa si è rivelato prezioso con le sue giocate dalla panchina. Il suo apporto, anche per via dell’età, non è mai abbagliante ma diversi suoi canestri hanno infiammato il PalaSerradimigni.
Deshawn Stephens 7: fin dal momento del suo acquisto, è stato bravissimo nell’accettare il proprio ruolo e la staffetta con Diop. Anzi, proprio con il suo compagno di reparto ha stretto un forte legame di amicizia, cosa che ha permesso a Bucchi di gestire la loro rotazione come meglio credeva. Stephens non ha eccelso particolarmente nelle partite giocate, ma a rimbalzo e attorno al ferro si è sempre reso efficiente e positivo.
Eimantas Bendzius 8: ormai anche lui è diventato una bandiera di Sassari. Alla sua terza stagione in Sardegna, il lituano è stato uno dei capisaldi di questa stagione. Sempre presente in campo, anche nelle serate più negative il suo tocco da oltre l’arco si è rivelato prezioso. Lui e Bucchi ormai si conoscono a menadito, e il coach sa come meglio sfruttarlo per tirare fuori da lui tutta la sua esperienza e talento.
Stefano Gentile 6.5: nella prima metà di stagione ha faticato moltissimo, e soprattutto fisicamente sembrava non poter più reggere il passo del campionato. Poi ha invertito il trend insieme a tutti i suoi compagni, alternando prestazioni brillanti a qualcuna meno. Quando in salute dal punto di vista fisico, rimane un giocatore di cui non ci si può privare a cuor leggero.
Tommaso Raspino 6.5: così come Chessa, anche lui quando chiamato in causa non ha fatto mancare il proprio contributo. Gli infortuni di Jones gli hanno dato più spazio in diverse partite, e lui ha retto botta fisicamente e in difesa. Tanto gli chiede Bucchi e tanto basta.
Ousmane Diop 9: la vera rivelazione di questa stagione della Dinamo. Dall’addio di Onuaku, ha cambiato completamente volto vivendo una rinascita cestistica. I miglioramenti rispetto al giocatore dell’anno scorso sono davanti agli occhi di tutti. Se in difesa Diop è sempre stato un fattore, quest’anno sono stati la sua consapevolezza e i suoi movimenti in attacco a sorprendere tutti. Un gigante sotto i tabelloni per la Dinamo, e i tifosi sperano ora di poterlo riammirare l’anno prossimo.
Chinanu Onuaku 4.5: non lo si poteva lasciare fuori dal pagellone. Le aspettative nell’offseason erano altissime, ma altrettanto grande è stata la delusione per le sue prestazioni. Scollegato mentalmente, Onuaku non ha praticamente mai espresso il proprio potenziale, rompendo tutti gli equilibri della squadra in campo e nello spogliatoio. Ora si capiscono i motivi per cui la sua carriera, nonostante il tanto talento, non sia ancora decollata. Per spiegare la sua stagione, si potrebbe anche solo dire che il suo addio a novembre è stata la cosa migliore che potesse succedere alla Dinamo.
