HomeLega BasketDonnie Nelson sul progetto Roma: "Dobbiamo risvegliare il basket nella capitale"

Donnie Nelson sul progetto Roma: “Dobbiamo risvegliare il basket nella capitale”

Il grande basket torna a Roma, e lo fa con un progetto che punta dritto al cuore della pallacanestro mondiale. La cordata guidata da Donnie Nelson ha rilevato il titolo sportivo della Vanoli Cremona, ponendo le basi per costruire una nuova realtà nella Capitale. Al fianco dell’ex general manager dei Dallas Mavericks ci sono Rimantas Kaukenas, ex simbolo di Siena e referente italiano dell’iniziativa, l’imprenditore americano Paul Matiasic e, soprattutto, Luka Doncic, stella dei Los Angeles Lakers e volto più riconoscibile dell’intera operazione.

Nelson, 63 anni, figlio del leggendario allenatore Don Nelson, è considerato tra i più abili talent scout nella storia della pallacanestro. Il suo nome è legato a decenni di lavoro ai Mavericks, dove ha contribuito a costruire la squadra attorno a Dirk Nowitzki. Ora il suo sguardo è puntato su Roma, con l’ambizione dichiarata di risvegliare una piazza che definisce «una grande dormiente». L’imprenditore ha spiegato gli obiettivi del suo progetto in un’intervista al Corriere della Sera.

«Dobbiamo risvegliare il basket in una città dalla ricca storia. Noi porteremo il meglio: ogni decisione insieme a Doncic»

Il coinvolgimento di Doncic non è solo simbolico. Nelson è stato esplicito: nessuna scelta rilevante verrà presa senza il suo contributo. E il legame tra il campione sloveno e Roma ha radici lontane: fu proprio nella Capitale che Nelson lo notò per la prima volta, quando Doncic aveva appena 13 o 14 anni.

«Nel 1984 ho partecipato a una tournée in Europa, c’era tanto talento da portare negli Stati Uniti. Io e mio padre abbiamo lottato per questo. Pensando a Doncic: l’abbiamo scoperto proprio a Roma. Aveva 13 o 14 anni, era già un fenomeno. Per lui è come se fosse un ritorno a casa»

Il modello NBA Europe e il ruolo di Kaukenas

Il progetto si inserisce nel quadro più ampio dell’NBA Europe, la competizione continentale promossa dalla lega americana che prevede la partecipazione di 12-16 squadre e punta a coinvolgere le grandi città europee, tra cui Milano e Roma. Un’iniziativa che, secondo Nelson, rappresenta la naturale evoluzione di quel ponte tra Europa e Stati Uniti di cui si parla da anni, reso possibile anche dalla leadership di Adam Silver e Mark Tatum.

Kaukenas, 49 anni, ha giocato tra le altre squadre al Real Madrid ed è stato uno dei simboli della Siena che ha dominato il basket italiano. Il suo ruolo è quello di connettere il progetto con il territorio, portando una conoscenza diretta del movimento europeo.

«È un onore poter lavorare al fianco di personalità come Nelson, Doncic e Bianchini. Ognuno ha il suo curriculum, ma ci siamo trovati come persone. Ed è questo che vogliamo trasmettere a Roma»

Nel gruppo figura anche Valerio Bianchini, nome storico della panchina italiana. Quanto alla sede delle partite, Nelson ha preferito non entrare nei dettagli: «Sul palazzetto ci sono diverse opzioni e siamo tranquilli», ha detto, aggiungendo che nei confronti della Vanoli Cremona e dei suoi tifosi è previsto un gemellaggio tra le due realtà. Un segnale di rispetto verso una piazza che ha ceduto il proprio titolo sportivo per rendere possibile questa scommessa sulla Capitale.

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