Attacco
Rim-finishing big, questa definizione offerta da Synergy traccia un ritratto più che combaciante di Ed Croswell.
Dotato di buone capacità di salto (circa 0,70m in verticale), unisce questo suo atletismo alle braccia lunghe (quasi 2,20m di apertura alare) che gli permettono di concludere spesso e volentieri al di sopra del ferro, notevole la sua percentuale realizzativa in quel del Nevezis (71.9% dal campo).
Il suo habitat naturale è chiaramente l’attacco a difesa schierata, situazione che lo vede coinvolto per l’88.2% delle azioni offensive. Rollante di tutto rispetto (1.31 punti a possesso giocato in questa maniera), è dotato anche di una mano educata dai 4 metri che accompagna con un discreto catalogo di movimenti in post che gli permettono di variare soluzioni e guadagnare in imprevedibilità, tuttavia alcune fonti riferiscono che starebbe lavorando anche sul tiro dal perimetro.
Eccellente anche lo sfruttamento della sua capacità di andare a rimbalzo offensivo; in quei casi, produce 1.479 punti a situazione.
Occhio anche ai movimenti senza palla, fondamentale da cui riesce a trarre 1.444 punti a possesso.
Ciò che rende, però, Croswell particolarmente interessante è la capacità di attaccare l’avversario diretto dal palleggio, elemento che ne aumenta la pericolosità anche in situazioni di pop-up; sviluppare il tiro dalla lunga distanza può rendere l’ex Nevezis un vero e proprio rebus per il lungo contro cui si dovesse andare ad accoppiare.
Nell’annata con la squadra B del Fener, il neo giocatore partenopeo aveva mostrato qualche problema nelle situazioni di raddoppi e aiuti; se da un lato, infatti, la sua fisicità (molto forte nella parte alta del corpo) è quasi un lasciapassare per attaccare il canestro, dall’altra l’arrivo di un aiuto forte causa una perdita di lucidità che lo porta spesso a soluzioni troppo forzate o palle perse evitabili.
Da segnalare anche una discreta visione di gioco che lo porta a pescare le uscite degli esterni con gli scarichi.
Da rivedere le sue percentuali ai liberi (mai sopra il 66% in carriera).
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