Nonostante il complesso di OAKA sia tra l’enorme e lo sconfinato – un’arena di pallacanestro da 18300 posti non spicca per dimensioni o altezza -, raggiungerlo coi mezzi pubblici di Atene è tutt’altro che banale. Il pullman ti lascia a una decina di minuti dai cancelli, che sotto il sole della prima mattinata di luglio ti rimangono appiccicati sulla pelle per il resto della giornata. Costeggi le piscine, tieni alla tua sinistra il velodromo, sullo sfondo scorgi lo Spyros Louis di calcio e atletica da 75.000 seggiolini, e ti fiondi dentro il palazzo.
Trafelato, fai appena in tempo ad accorgerti di quanto moderna e al passo coi migliori palazzi cestistici mondiali sia la struttura, appoggi l’attrezzatura in tribuna stampa e fili in bagno. Hai pochi minuti prima che inizi la 5° edizione dello EuroLeague Head Coaches Board Congress (EHCBC di qui in avanti), ma la natura chiama.
Superi la soglia della toilette, e la scena è da film sorrentiniano: Jaka Lakovic e Dimitris Priftis, uno spalle all’altro, a occupare i pisciatoi di fronte all’ingresso. Uno con l’EuroCup 2023, la finale appena giocata con l’Hapoel Tel Aviv e l’Eurolega 2010 da giocatore nello zainetto, l’altro con la Supercoppa di Grecia 2021 e l’ottimo percorso alla guida dell’UNAhotels Reggio Emilia nel borsello a tracolla. Sono probabilmente entrati in momenti diversi, non hanno ancora incrociato lo sguardo. Lo fanno quando entri anche tu: il rispetto è visibile, vorrebbero abbracciarsi o stringersi la mano ma la tappa con lavandino e sapone è d’obbligo.

La prima immagine della 4 giorni di OAKA è questa, perfetta nell’unire l’intoccabilità che si associa ai maestri sulle panchine d’Europa al contatto umano che si riesce a creare in contesti protetti, riservati, esclusivi come quello dell’EHCBC. Si parla comunque di un migliaio di persone tra coach (oltre 700, da 60 paesi diversi), giornalisti (più di 60, da 5 paesi), organizzazione e sicurezza – più o meno 3 volte di quelli che c’erano ad Antalya nel 2023 -, ma si riesce a creare l’atmosfera di paesone di montagna nelle sere d’estate, dove tutti conoscono tutti e hanno una parola da scambiare con ciascuno.
10 masterclass, 3 panel, 4 workshop dedicati ai corsisti: una centrifuga di stimoli, informazioni, storie, consigli, proposte da chi sta dettando la linea della pallacanestro europea negli ultimi anni. C’è chi spiega 100 cose, andando a 1000 all’ora, come Alimpijevic e il suo staff al Besiktas; c’è chi preferisce concentrarsi su meno situazioni pur di spiegarle per filo e per segno, come Pistiolis e Godlevsky (head coach e assistente del CSKA Mosca); c’è chi si riferisce all’altra parte dell’oceano (Rajakovic, capo allenatore dei Toronto Raptors), chi prende spunto dal vissuto della propria famiglia ai tempi del blocco sovietico (Jasikevicius), chi emoziona e si emoziona nel trovare ancora attualità in capitoli che sembrano appartenere a un passato irrecuperabile (Laso-Pascual nel ricordo dei Real-Barcellona dei primi anni ’10, Obradovic-Itoudis tornati sullo stesso campo a OAKA a 13 anni dalla conclusione del ciclo infinito del loro Pana).

Sui workshop per i corsisti della 5° edizione dell’EHCBC possiamo dire poco, non potendo partecipare. Possiamo fidarci del parere di Alessandro Susino, assistant coach dell’Elachem Vigevano, per quanto riguarda i primi due. Molto interessante quello gestito da Chus Mateo e Guillermo Frutos, allontanati pochi minuti dopo il termine della lezione in maniera ufficiale dal Real Madrid, sulla preparazione e analisi video in prima battuta dello staff e in secondo luogo nella comunicazione ai giocatori. Molto più superficiale e “caciarone” quello di Sarunas Jasikevicius: 20’ di ritardo, dialogo impostato come una chiacchierata scherzosa tra amici al bar, risposta “Gin Tonic” alla domanda “Come reagite tu e la tua squadra a una sconfitta pesante, in una gara di spicco, specialmente se non l’avevate messa in conto?”. Non il massimo per cui pagare €300 di corso, senza considerare viaggio e pernottamento per raggiungere la Grecia da oltre 60 paesi.
Possiamo parlare in termini meno entusiastici, rispetto alle masterclass dei coach, dei “Panel Discussion” dell’EHCBC 2025. Dialoghi con almeno 4 interlocutori, su temi trasversali e che riguardavano non esclusivamente il parquet (creazione degli stimoli per un gruppo vincente, rapporto arbitri/squadre e gestione della preparazione fisica degli atleti in un calendario sempre più fitto), poco spesso finiti nel profondo della questione. Un peccato, se si considera che questi erano gli unici contenuti visibili potenzialmente dall’esterno, da tutti, grazie alla trasmissione in live sul canale YouTube dell’EHCB. Perché non “premiare” l’audience con la masterclass di Olegs Latisevs, fischietto “martire” nella celeberrima rissa Real-Partizan, sulla gestione dell’ ”act of shooting”? Perché non regalare questa conoscenza anche al pubblico comune, non solo addetto ai lavori, per una miglior comprensione delle scelte arbitrali e per comprendere i dubbi che la terna deve sciogliere nel giro di qualche frazione di secondo?

Nelle prossime settimane, sui vostri schermi e nelle vostre cuffie, il ritorno di Sasa Obradovic su BDP.
La volontà è però quella di non fermarsi qui, anzi. L’invito che Itoudis (presidente EHCB, carica ereditata dal fondatore Zeljko) e Sfairopoulos (vice presidente EHCB) hanno rivolto alla stampa accreditata all’evento per una tavola rotonda su consigli, critiche, suggerimenti per proporre congressi futuri ancor più organici è spia dell’ambizione dietro alle manovre dell’associazione. Dando per scontato che stuzzicare l’orgoglio di coach che, pure in vacanza, ci tengono a dimostrare nelle loro lezioni perché si trovano loro al massimo livello, porterà sempre qualcosa di unico, si intuisce quasi il desiderio che le masterclass siano la ciliegina sulla torta.
Non sappiamo quanto i pareri di esterni come i media – la grandissima maggioranza si è recata ad Atene giusto per strappare un paio di domande in più a qualche coach, motivo per cui alla roundtable si era in una decina scarsa sugli oltre 60 accreditati! – verranno presi in considerazione per rendere più fruibile e “vendibile” ai non-coach l’EHCBC, ma l’intento è notevole. Se in EuroLeague “Every Game Matters”, nei congressi di chi l’EuroLeague la allena “Every Detail Matters”. A partire dall’estate 2026, ancora ad Atene.




