Dopo la prima semifinale di Supercoppa Italiana, va in scena la sfida tra le due grandi di LBA ovvero Virtus Bologna e Olimpia Milano. I biancorossi devono fare a meno di Guduric e Toté, scegliendo di tenere fuori Brooks e Cancar tra gli altri, mentre la squadra di Ivanovic si presenta senza Taylor e l’infortunato Akele.
Il primo tempo è condotto per gran parte del tempo proprio dalle Vu Nere. I bianconeri sono più freschi fisicamente e Milano fatica a stare dietro a Bologna soprattutto difensivamente, finendo nello spendere troppi falli nel tentativo di arginare il movimento avversario. I tentativi di rimonta dell’EA7 si arrestano sulle tante palle pers e(12 a fine terzo quarto) e i troppi falli commessi nella metà campo difensiva, suscitati anche dalla bravura delle Vu Nere nel giocare sui mismatch creati dopo il cambio sistematico Olimpia.
L’Olidata entra nell’ultimo quarto di gioco sul +5, ma Milano riesce a rifarsi sotto e anche ad agguantare il vantaggio. È in quel momento che sale in cattedra Carsen Edwards, che regge quasi da solo il peso dell’attacco Virtus riportando avanti i suoi. Sul punteggio di 80-80, è proprio l’ex Bayern a segnare la tripla del +3. Nell’ultimo possesso, gli risponde Quinn Ellis dall’arco, a due secondi dal termine: è parità, si va ai supplementari.
All’overtime l’Olimpia trova risorsa fondamentale in Zach LeDay, fino a quel momento spento. L’americano fa la voce grossa sotto canestro, subisce diversi falli e in lunetta porta sempre più avanti Milano. C’è ancora tempo per un alley oop spettacolare tra Ellis e Booker, poi le ultime speranze della Virtus si spengono sull’appoggio sbagliato da Diouf sul -5, spinto fuori dal canestro dallo stesso Booker. Milano vince una partita adrenalinica e si porta in finale. Risultato 86-93.
Virtus Bologna
Vildoza 5: l’ex Panathinaikos non riesce a incidere, chiudendo il match con soli 3 punti segnati e 2 palle perse.
Edwards 8: se la Virtus avesse vinto questo match, il merito sarebbe stato in gran parte delle sue giocate di puro talento in attacco.
Pajola 8: ha raggiunto una maturità su entrambi i lati del campo che lo rende indispensabile per questa squadra, molto bene nel gestire il ritmo dell’attacco.
Niang 7: conferma tutto ciò che si era visto in Nazionale e con Trento, andando in doppia cifra. Peccato per i 5 falli commessi, che lo escludono dal finale di gara.
Accorsi ne
Smailagic 6: inizia un po’ sottotono, poi nel secondo tempo si fa trovare più pronto sotto canestro e sfrutta meglio i vantaggi fisici nei mismatch.
Alston 6.5: forse un po’ leggero in alcune occasioni, ma il potenziale c’è e lo dimostrano le occasioni sfruttate in attacco ogni volta che riceveva il pallone.
Canka ne
Hackett 5: undici minuti in campo, ma poco apporto sostanzioso alla squadra.
Morgan 5.5: cresce di colpi nel secondo tempo, ma comunque sbaglia alcuni tiri potenzialmente molto pesanti.
Jallow 5.5: in difesa ci mette tutto se stesso ma non ha vita facile contro Shields, ancora tutto da inserire in attacco.
Diouf 5.5: fatica contro il peso sotto canestro dell’Olimpia, non riuscendo quasi mai a sfruttare il proprio gioco in post.
Coach Ivanovic 6.5: la Virtus, nonostante la sconfitta, dimostra di avere già un’organizzazione di gioco precisa, con Edwards faro offensivo. Ancora da registrare, forse, le combinazioni delle ali nei vari quintetti.
Olimpia Milano
Mannion 6.5: il tabellino recita solo 3 punti, ma quando chiamato in causa risponde presente con alcune buone accelerazioni e tanta intensità in difesa.
Brown 6.5: fatica a trovare le sue solite soluzioni da pick’n’roll, ma nonostante questo è bravo a mettersi in proprio. Speriamo che la caduta di fine quarto quarto non risulti in un infortunio.
Ellis 7.5: segna la tripla più importante della partita, ma oltre questo dimostra anche tanta maturità nei momenti decisivi. Segnali incoraggianti.
Booker 7: il primo tempo è da bocciatura completa, ma nella seconda metà di gara i compagni lo cavalcano di più e lui fa sentire tutta la propria esperienza sotto canestro.
Tonut sv
Bolmaro 7: riprende da dove aveva lasciato nella scorsa stagione, correndo dietro ad ogni pallone e giocando nel fango del match. Ottima comunque la sua produzione offensiva, 13 punti.
LeDay 8: per gran parte del match quasi non si nota il suo apporto, poi è decisivo in overtime caricandosi la squadra sulle spalle.
Ricci 6.5: fa quello che gli è richiesto da leader del gruppo e veterano, con un paio di giocate delle sue rianima il Forum
Flaccadori ne
Diop ne
Shields 7.5: in alcune occasioni continua a intestardirsi troppo nel palleggio, ma il talento rimane di prima qualità e lo porta a essere il miglior marcatore di serata.
Nebo 6: i segnali migliori arrivano dalla sua condizione fisica e atletica, ma oggi non riesce a lasciare il segno.
Coach Messina 6.5: la scelta del cambio automatico in difesa paga poco, ma è bravo poi a condurre la squadra a sfruttare tutto il proprio peso in post nell’ultimo quarto e in overtime. Ci sono ancora moltissimi margini di miglioramento.
Giocatore decisivo
Non si può non fare il nome di Quinn Ellis, perché senza la sua tripla l’Olimpia non avrebbe mai vinto questa partita. Oltre questo, gestisce perfettamente anche l’attacco nel tempo supplementare.
Da rivedere
Apparso ancora troppo ingolfato Luca Vildoza. La buona riuscita della stagione Virtus passerà anche dalle sue mani, ma stasera ha mostrato di essere ancora lontano dall’avere in mano le chiavi della squadra.
