Il panorama dell’espansione NBA si arricchisce di un nuovo protagonista: Città del Messico. Secondo quanto rivelato dal giornalista Brian Windhorst, il commissioner Adam Silver avrebbe comunicato ai proprietari delle franchigie che l’assegnazione di una squadra a Seattle “non è più una certezza”, aprendo di fatto la porta alla capitale messicana come possibile sede alternativa.
Stando alle indiscrezioni, la lega starebbe utilizzando la candidatura di Città del Messico come strumento di pressione nei confronti del gruppo di investitori di Seattle, spingendoli a migliorare la propria proposta economica. Una mossa strategica che potrebbe ridisegnare gli equilibri nella corsa all’allargamento del campionato.
Perché Città del Messico è un’opzione credibile
La capitale messicana rappresenta un bacino commerciale enorme: la sua area metropolitana conta circa 23 milioni di abitanti. Il basket professionistico ha già messo radici in città grazie ai Mexico City Capitanes, entrati nella NBA G League nella stagione 2021-22. La squadra disputa le proprie partite alla Mexico City Arena, un impianto con una capienza dichiarata di 22.300 posti che ha già ospitato eventi di alto livello. Tuttavia, la presenza di una franchigia di G League non garantisce automaticamente il passaggio a una squadra NBA.
Las Vegas in pole, Seattle cerca di reagire
Il processo di espansione resta formalmente concentrato su Las Vegas e Seattle, le due città approvate per la valutazione lo scorso marzo. Secondo Mike Vorkunov di The Athletic, la lega potrebbe procedere in modo sequenziale, scegliendo prima il vincitore della corsa a Las Vegas.
Nel Nevada la competizione è particolarmente accesa: tra i gruppi in lizza figurano quello guidato da Nancy Walton Laurie e dal marito Bill Laurie, la cordata di Bill Foley (proprietario dei Vegas Golden Knights della NHL) e i Las Vegas Jacks, rappresentati da Jerry Colangelo, Vinny Del Negro e l’ex presidente di Turner Broadcasting David Levy.
A Seattle il quadro è meno affollato. Samantha Holloway, proprietaria dei Seattle Kraken (NHL), ha manifestato la volontà di riportare i SuperSonics in città. Un secondo gruppo, che coinvolge la BlackSun Private Equity di New York e le tribù Tulalip, è emerso più di recente. La città dispone già di un impianto pronto all’uso, la Climate Pledge Arena, e lo stesso Silver aveva sottolineato in passato la rapidità con cui Seattle potrebbe accogliere una franchigia:
«Se dovessimo aprire tra cinque settimane, potremmo essere pronti a Seattle.»
L’NBA punta a prendere una decisione definitiva sull’espansione entro la fine del 2026, con l’obiettivo di far debuttare le nuove squadre nella stagione 2028-29. Al momento, però, né Las Vegas né Seattle hanno ottenuto una franchigia: accordi di proprietà, progetti per le arene e regolamenti sui roster restano ancora da definire.




