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EuroLeague 2023/2024: il pagellone di fine stagione – PT 3

Con la fine della stagione regolare di EuroLeague, è giunto il momento di fare un bilancio della stagione di tutte le formazioni coinvolte per capire cosa sia andato bene e meno bene rispetto alle aspettative di inizio stagione.

Come sempre, molti dei pronostici che avevamo fatto a inizio stagione sono stati smentiti dal campo.

In questo primo appuntamento, analizzeremo l’andamento delle squadre che hanno concluso la classifica dal 6° al 1° posto, provando a capire cosa sia successo a chi non ha raggiunto i suoi obiettivi e come mai ci sono stati degli exploit.

Per chi si fosse perso le precedenti puntate, ecco il link della prima e quello della seconda.

6- Fenerbahçe Beko Istanbul (20-14): 7.5

Per la formazione turca una stagione tutto sommato positiva. Centrato l’obiettivo playoff diretto, non così scontato vista la concorrenza. La svolta è arrivata col cambio in panchina: la gestione Itoudis lascia in dote 6 delle 14 sconfitte totali, arrivate nelle prime 13 giornate. Da lì in avanti un ruolino di marcia di altissimo livello, che ha permesso di risalire la classifica. C’è sempre il nodo infortuni, che hanno colpito il settore ali dei gialloneri: da Pierre a Hayes-Davis, passando per Sestina e Biberovic, la squadra è arrivata a dover spremere i pochi superstiti nel ruolo e ricorrere al mercato per rimpolpare la rosa. Mezzo voto in più per essere stati i primi a battere il Real Madrid, quando ancora il Real non era in vacanza.

5- Olympiacos Pireaus (22-12): 8

Reduce dalla splendida stagione 2022-2023 che solo la magia di Llull non ha coronato con il titolo, in estate la formazione ellenica ha perso il suo leader Vezenkov, senza rimpiazzarlo con un giocatore simile, anche perchè impossibile trovarne un altro. Si è deciso di puntare su Milutinov, un centro che desse più solidità e profondità di gioco, aprendo spazi ai piccoli e, in particolare a Williams-Goss. L’infortunio del centro serbo è costato in termini di classifica, considerati i suoi numeri. La mossa Petrusev non ha portato i risultati sperati, ma ha fatto si che i big man biancorossi diventassero tanti e tutti forti: Milutinov, Fall, Wright e Petrusev sono 4 giocatori che spaventano molte squadre. Non era banale ripetersi, e loro ci sono riusciti.

4- FC Barcelona (22-12): 7

La mezza, se non totale, rivoluzione estiva sembrava dover far precipitare la formazione catalana in una stagione anonima. Invece, per buona parte dell’anno, è stata, con la Virtus, una delle rivali del Real Madrid. Sempre a debita distanza, ma tra secondo e terzo posto in classifica. La mancanza di un giocatore clutch in grado di risolvere le partite più delicate, è costato qualche vittoria, soprattutto nella seconda parte di stagione, ma a Barcellona hanno vinto la scommessa: lasciar partire Mirotic non ha cambiato, nella sostanza, la stagione della squadra.

3- AS Monaco (23-11): 8

Quando parti per la nuova stagione praticamente con la squadra dello scorso anno, qualche timore in più c’è. L’unica aggiunta, peraltro disastrosa, è stato quel Kemba Walker che ha giocato a sprazzi e senza mai far vedere nulla del talento che tutti abbiamo ammirato oltre oceano. Per fortuna di coach Obradovic, Mike James ha trovato una di quelle stagioni dove oltre a segnare, ha fatto segnare i compagni, trovando così più soluzioni offensive al puro talento dell’ex Olimpia. In più, consideriamo che per rinnovare la sua partecipazione, la squadra del Principato aveva come unico obiettivo l’accesso ai playoff, che fosse diretto o passando dai play-in.

2- Panathinaikos AKTOR Athens (23-11): 8

Coach Ataman ci ha messo un pochino per carburare con la nuova squadra. Il mercato faraonico estivo metteva la formazione di Atene tra le candidate non solo ai playoff, ma al successo finale. Come spesso accade, è difficile far coesistere tante prime donne in un sistema dove le responsabilità sono condivise. Inizialmente, nemmeno l’ingaggio di Kendick Nunn sembrava potesse dare una svolta positiva alla stagione. Svolta che è arrivata nella seconda parte, con 14 delle 23 vittoria finali arrivate nel girone di ritorno.

1- Real Madrid (27-7): 9

Che il Real fosse la favorita numero uno, c’erano pochi dubbi. E la formazione madrilena lo ha dimostrato subito, vincendo le prime 10 partite e chiudendo il girone di andata con una sola sconfitta. Inevitabile alzare il piede dall’acceleratore e pensare anche agli altri obiettivi stagionali, una volta messo in chiaro che il primo posto in stagione regolare era affare loro. Il livello di gioco del girone di andata, però, lo si è visto raramente nelle restanti gare e questo potrebbe essere un punto a favore delle rivali. Resta da capire se veramente ci sia qualcuno in grado di porre freno al dominio del Real o se a Berlino saranno ancora loro a trionfare.

Stefano Sanaldi
Stefano Sanaldi
Quello con la palla a spicchi è stato amore a prima vista. Una volta appese le scarpe al chiodo, ho deciso di allenare le nuove generazioni per rimanere in questo fantastico mondo. E poter scrivere di pallacanestro è un piacere e un onore.

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