HomeEuroLeagueEuroLeague a 20 squadre: Hapoel Tel Aviv, Dubai e Valencia le novità

EuroLeague a 20 squadre: Hapoel Tel Aviv, Dubai e Valencia le novità

Oggi era un giorno cruciale per la tanto agognata espansione di EuroLeague. Ebbene, la decisione è stata presa, con il format che passa dalle attuali 18 a 20 squadre. I nuovi ingressi sono per Hapoel Tel Aviv, Dubai e Valencia, che fa così ritorno nella massima competizione europea.

Per quanto riguarda le sorti del basket italiano, l’attesa era per la Virtus Bologna, che con ansia attendeva di conoscere il suo futuro. Bene, la formazione bolognese farà ancora parte dei club che parteciperanno alla prossima EuroLeague.

Virtus, licenza triennale in arrivo

Non solo, i bianconeri di Bologna, Partizan Belgrado, Stella Rossa, Monaco e Valencia hanno acquisito licenze triennali. Un traguardo che consente a tutte di pianificare con maggior respiro il prossimo futuro, senza avere la fastidiosa spada di Damocle sulla testa di una possibile esclusione dal torneo al termine di ogni stagione.

Buona notizie per il basket italiano, che vede così confermate le sue due partecipanti anche per i prossimi tre anni.

Ora non ci resta che guardare al mercato, perché le nuove arrivate non vorranno fare le semplici comparse nella più importante competizione a livello continentale.

Come cambia il format?

In attesa di comunicazioni ufficiali da parte di ECA, nei giorni scorsi si è parlato di mantenere quello attuale estendendo semplicemente la stagione regolare a 38 gare. Questo perché la divisione in due conference da 10 squadre su criteri geografici non troverebbe l’accordo a causa di uno sbilanciamento di forza favore di quella ad est.

Infatti proprio ad est vi sarebbero ad esempio Panathinaikos ed Olympiakos, Efes e Fenerbahçe, Partizan e Stella Rossa, Maccabi e l’ambiziosissimo Hapoel Tel Aviv oltre a Zalgiris e Dubai. In quella ovest le quattro spagnole (Real, Barça, Baskonia e Valencia), Monaco, Paris, Asvel, Milano, Bologna e Bayern.

Ovvio lo squilibrio di forze a favore dell’est dove giocherebbero 4 contender pressoché fisse, due progetti che vogliono guardare in alto, pronti ad investire cifre importanti (Dubai ed Hapoel), un Maccabi pronto a ripartire nonché le due serbe e la realtà lituana dello Zalgiris spesso assai competitive.

Dall’altra parte tre sole reali contender come Real Barça e Monaco oltre a tante squadre che hanno avuto ben poco da dire ultimamente con l’eccezione recentissima di Bayern e Paris e quella meno recente del Baskonia.

Se in questo caso si giocasse con la formula di andata e ritorno all’interno della propria conference (18 gare) e di una sola sfida contro le rivali dell’altra (5 gare casalinghe e 5 fuori), la forchetta delle difficoltà sarebbe ancor maggiore. Ricordiamo, e non è ironia, che il voto decisivo potrebbe anche arrivare da parte del CSKA, ovvero un club che dal 2022 non partecipa a EuroLeague, ma è uno dei 13 club azionisti.

 

Stefano Sanaldi
Stefano Sanaldi
Quello con la palla a spicchi è stato amore a prima vista. Una volta appese le scarpe al chiodo, ho deciso di allenare le nuove generazioni per rimanere in questo fantastico mondo. E poter scrivere di pallacanestro è un piacere e un onore.

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