Martedì 14 aprile si è svolta a Barcellona una riunione di rilievo del Consiglio di Amministrazione di EuroLeague Basketball. Sul tavolo diversi dossier cruciali per il futuro della massima competizione cestistica europea: dalla situazione finanziaria al piano strategico triennale, passando per la presentazione di un nuovo modello di redistribuzione dei ricavi tra i club.
L’incontro è stato descritto come un ulteriore passo avanti nel percorso di evoluzione dell’organizzazione, con particolare attenzione alla sostenibilità economica, all’equilibrio competitivo e alla generazione di valore nel lungo periodo. Il CdA ha inoltre confermato la volontà di proseguire un dialogo aperto e costruttivo con la NBA, nell’ottica di sviluppare collaborazioni strategiche capaci di far crescere il basket europeo.
EuroLeague: le 13 squadre con diritto di voto
A decidere sulle sorti presenti e future dei EuroLeague sono 13 club titolari di licenza di Tipo A. Questo tipo di contratto garantisce una presenza stabile e di lungo termine nella competizione e consente di trattenere il 65% dei ricavi netti derivanti dai diritti televisivi nei rispettivi mercati nazionali.
Le tredici squadre in questione sono:
- Panathinaikos
- Olympiacos
- Anadolu Efes
- Baskonia
- Barcellona
- Fenerbahçe
- Maccabi Tel Aviv
- Olimpia Milano
- Real Madrid
- ASVEL Villeurbanne
- Bayern Monaco
- Zalgiris Kaunas
- CSKA Mosca
Il caso CSKA Mosca
L’elemento più singolare riguarda proprio il CSKA Mosca. Il club russo è stato estromesso da EuroLeague il 22 marzo 2022, insieme a tutte le altre squadre russe, in seguito allo scoppio della guerra in Ucraina. La sua licenza è stata sospesa, ma il CSKA resta azionista dell’organizzazione e continua a partecipare al processo decisionale. Una situazione paradossale: una squadra che non gioca la competizione mantiene comunque voce in capitolo sul suo futuro.




