HomeEuroLeagueMike James: l'eroe che (non) ci meritiamo

Mike James: l’eroe che (non) ci meritiamo

Ci aveva quasi illuso nelle prime due uscite. Un play ordinato, incline a seguire gli schemi disegnati dallo staff e disposto a mettere in ritmo i compagni pur di ottenere il referto rosa. Le due vittorie contro Panathinaikos e Unics Kazan hanno fatto drizzare le antenne dei cultori del basket europeo: davvero i monegaschi hanno bisogno di questo Mike James per competere in Eurolega? Sul serio dobbiamo accontentarci di questa versione di Mr. 2,5 Million Dollar? Il recentissimo doppio turno della competizione, per nostra fortuna, ci ha regalato sprazzi del James che eravamo abituati a conoscere. Per le ambizioni dei biancorossi, le sconfitte contro due colossi come Real Madrid e Barcellona fanno male sino a un certo punto. Soprattutto considerate le prestazioni del fuoriclasse di Portland, Oregon.

TIMORI E PAURE

Abbiamo tutti tremato quando, sul finire della gara del WiZink Center, ricadendo da un tentativo da tre punti Mr. Natural è crollato al terreno tenendosi il polpaccio sinistro. L’uscita dal parquet nel momento più concitato della gara e il mancato rientro aveva acceso un campanello di allarme e accelerato i battiti del patron ucraino Sergey Dyadechko, che in estate si è esposto per onorare parte del faraonico ingaggio del talento statunitense garantendo agli appassionati europei la vista del talento più debordante delle ultime edizioni di Eurolega. Almeno per una stagione, fino all’estinzione dei precedenti oneri contrattuali col CSKA Mosca. Dalla prossima estate, Mike James sarà libero da qualsiasi vincolo contrattuale e potrà accasarsi ovunque. L’annata scorsa ci ha insegnato proprio questo: l’esperienza ai Nets ha fugato ogni dubbio sulla capacità di James di poterci stare, al di là dell’Oceano. Le precedenti apparizioni in NBA a Phoenix e a New Orleans avevano mostrato un giocatore che parlava la stessa lingua degli altri ma, per motivi fisici e limiti caratteriali, non aveva mai fornito la necessaria continuità per poter competere coi pesi massimi della Lega americana. L’anno con l’asterisco, però, ha rappresentato un ulteriore step nella turbolenta carriera di Mike James. L’irrisolvibile diatriba con Itoudis ha costretto Vatutin e la dirigenza del CSKA a mettere James fuori squadra per non turbare ulteriormente la situazione della squadra. Brooklyn, per tamponare i ripetuti infortuni nel reparto guardie, ha pensato proprio al talento uscito da Lamar per ovviare al problema. I primi mesi della stagione hanno elevato la considerazione di James anche agli occhi degli osservatori americani: raramente si era visto un giocatore, pur con tutte le sue contraddizioni tecniche e tattiche, mostrare tratti di dominanza imperante nella maggior competizione del Vecchio Continente.

mike james
Foto di Alessia Doniselli

Le immagini della sfida col Real hanno ricordato sinistramente quelle dell’infortunio al tendine d’Achille di Kevin Durant al rientro in gara 5 delle Finals 2019. Palleggio, arresto e tiro da 3. Il polpaccio destro che si allontana dalla sede naturale come se venisse spinto da uno stantuffo. Le smorfie di dolore. Lo sguardo preoccupato. Tutto è bene quel che finisce bene, recita l’adagio. Almeno per James. A distanza di 72 ore dal triste epilogo della serata madrileña, coach Mitrovic ha inizialmente dosato il talento classe 1990 nella serata di venerdì, centellinando l’utilizzo nei primi due quarti per poi affidargli baracca e burattini nel secondo tempo. Il Monaco di questa stagione, che piaccia o no, si presenterà spesso così. Per fortuna. Un mix tra follia e atletismo, il tutto orchestrato in campo da un regista quanto mai eccentrico, egocentrico e accentratore. Ma tremendamente eccitante, adrenalinico e abbacinante. I giochi a due con Will Thomas e le alzate per i voli sopra il ferro di Donta Hall saranno costanti stagionali al Salle Gaston Médecin. Mike James. Talento generazionale. Di quelli che da questa parte dell’Atlantico si affacciano pochissime volte. Destinati a non lasciarti indifferente.

Massimiliano Bogni
Massimiliano Bogni
Hoosier. Bergamasco. Atalantino. Iscritto a Lettere Moderne in UniMi. A seconda del contesto, non necessariamente in quest'ordine. Sempre in attesa di recuperare da terra ogni briciolo di sport.