Ma una voglia che… Se la settimana scorsa ci siamo avventurati sulle onde, in viaggio con Ulisse-Messina, adesso ci viene da scandagliare più a fondo.
Lo scandaglio ce lo ha prestato Stefano Michelini, non è farina del nostro sacco, ma quel che segue è il risultato del suo impegno certosino, nel raccogliere, confrontare ed interpretare le statistiche.
Si parla di Eurolega. Si parla di Olimpia Milano. E le statistiche sono aggiornate fino alla vigilia della sconfitta contro lo Zenit. E forse, in qualche modo, anche la spiegano… Sicuramente danno indicazioni sul modulo di gioco di Ettore Messina.
Dunque.
La Ax Armani Exchange è al 5° posto per tiri tentati da 2 punti con il 51,4% di realizzazione (1° per tentativi il Bayern con il 50%). Ma nelle vittorie sale al 3° posto per tentativi da 2, e nelle sconfitte scende al 15° posto.
Contestualmente, Milano è solo 15° per tiri presi da 3 punti, ma prima nella percentuale con il 42,5%. Pochi ma buoni.
Nelle sconfitte l’Olimpia ha tirato con il 35%, in quelle vinte con il 46,5. Riferendoci ancora al tiro da 3 punti.
La squadra del Chaco Rodriguez è 4° nel rapporto assist/palle perse (1° Valencia).
Settima per falli subiti (20,3). Non molto distante dalla prima che è il Cska (22,5).
È sesta per tiri liberi tentati, realizzati con l’86%.
Nelle partite vinte, tra le squadre di Eurolega Milano è 4° negli assist (18), ma penultima (17°) in quelle perse (13 assist).
Un solo dato statistico emerge nettamente negativo: l’Olimpia è 17° (penultima) per rimbalzi offensivi catturati (7,6). La prima, Cska, ne prende addirittura il doppio (14,2). Ecco individuato l’ambito in cui si andrà ad operare in futuro. O forse si è già tempestivamente provveduto con l’ingaggio di Jeremy Evans?
Come dicevamo, le statistiche gentilmente forniteci da Stefano Michelini risalgono a prima della partita di San Pietroburgo. Ma sono sufficienti a spiegare, almeno marginalmente, la sconfitta contro lo Zenit. La cui vera ragione risiede nel livello atletico e tecnico dei russi, e nell’assenza di Zac LeDay. Perché non tutte le assenze, checché se ne dica, sono uguali. Pensate se alla vostra macchina mancasse la frizione, quella che armonizza e consente i cambi di velocità: o vai sempre in prima o sballi gli ingranaggi. E se Milano, cui oltre a LeDay mancava anche Brooks, ovvero entrambi i numeri 4, era costretta a schierare in ala forte Gigi Datome, ovvio che il miglior tiratore dalla lunga distanza in Eurolega perdesse un poco del suo potenziale offensivo. Per battere lo Zenit occorreva la prestazione perfetta di tutti gli elementi.





