HomeLega BasketL'analisi di Recalcati: "Milano ha l'obbligo di vincere, Venezia è più leggera"

L’analisi di Recalcati: “Milano ha l’obbligo di vincere, Venezia è più leggera”

Carlo Recalcati guarda la finale scudetto tra Olimpia Milano e Reyer Venezia con occhi particolari. Da un lato conosce bene l’ambiente orogranata, avendolo guidato a partire dall’estate del 2014 su chiamata del patron Luigi Brugnaro. Dall’altro, ha una carriera da allenatore costruita proprio sui momenti decisivi: tre scudetti vinti in panchina, con Varese nel 1999, Fortitudo Bologna nel 2000 e Mens Sana Siena nel 2004, a cui si aggiungono due titoli da giocatore con Cantù.

Sulla carta, Milano parte favorita. Ma Recalcati, in un’intervista concessa a La Nuova di Venezia e Mestre, invita a non sottovalutare il peso psicologico che può giocare a favore di Venezia:

“Milano ha come unico obiettivo vincere, mentre Venezia è più leggera, anche se in finale le aspettative si alzano.”

La Reyer ha raggiunto l’atto conclusivo approfittando di un percorso non lineare delle grandi favorite. La Virtus Bologna, campione in carica, ha mostrato un rendimento più regolare rispetto a Milano, eppure entrambe sono state eliminate. Venezia ha saputo cogliere l’attimo:

“Nello sport quando passa un treno bisogna essere abili a salirci sopra”, sottolinea Recalcati, che definisce la presenza della Reyer in finale un merito conquistato sul campo, e non una casualità.

Tessitori e Candi, i protagonisti italiani

Tra i fattori che hanno reso possibile questo percorso, Recalcati ne individua uno in particolare: la crescita dei giocatori italiani. Più dei nomi stranieri, sono stati Amedeo Tessitori e Leonardo Candi a colpirlo nei playoff:

“Senza nulla togliere ai giocatori stranieri, chi mi ha impressionato di più sono stati loro due, fondamentali sia contro Tortona sia contro Bologna.”

Sul fattore campo, invece, Recalcati ridimensiona l’importanza che spesso gli viene attribuita: “Non credo che sia decisivo”, dice, richiamando anche la propria esperienza diretta.

Recalcari: l’eredità orogranata e il docufilm “Per tutti Charly”

Quella veneziana è un’esperienza che per lui conserva un valore speciale. Sulla panchina orogranata rimase una stagione e mezza, fino all’esonero arrivato dopo una sconfitta contro Sassari, quando Walter De Raffaele prese il suo posto. In quel breve periodo, però, lasciò un segno indelebile: portò Venezia alla prima semifinale scudetto della sua storia, persa contro Reggio Emilia per 3-4, e aprì la strada alla partecipazione all’Eurocup 2015-2016, dove il club si spinse fino alla Top 16. Nel campionato 2014-2015, Milano e Venezia avevano chiuso ai primi due posti in regular season.

Oggi Recalcati è anche al lavoro su un docufilm che lo riguarda, intitolato “Per tutti Charly”, che include tra le varie testimonianze anche un intervento del presidente della Reyer, Federico Casarin.

Stefano Sanaldi
Stefano Sanaldi
Quello con la palla a spicchi è stato amore a prima vista. Una volta appese le scarpe al chiodo, ho deciso di allenare le nuove generazioni per rimanere in questo fantastico mondo. E poter scrivere di pallacanestro è un piacere e un onore.

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