Mario Fioretti, head coach della Bertram Derthona Tortona, si è presentato ai microfoni della sala stampa della Inalpi Arena per commentare la finale di Frecciarossa Final Eight 2026 tra i suoi Leoni e l’EA7 Emporio Armani Milano: “Abbiamo vissuto un altro avvio di gara in difficoltà contro la pressione, senza gestire il primo attacco e subendo tanto. Ancora una volta abbiamo mostrato carattere, abbiamo girato la partita: nei quarti centrali siamo stati solidi, sia in difesa che in attacco. Nel momento topico c’è stata qualche palla persa molto condizionante, abbiamo fatto fatica a contenere gli isolamenti di Guduric e Brooks. Abbiamo giocato una Final Eight davvero competitiva, non mi resta che fare i complimenti ai ragazzi: in tutte e 3 le partite ce la siamo giocata alla pari, contro avversari di altissimo livello. Dopo aver perso è inevitabile avere rammarico e dispiacere, ma ora ci prendiamo un po’ di riposo: il campionato non farà sconti alla ripresa“.
Sugli obiettivi futuri per la stagione di Tortona: “Questa settimana, per noi, è stata come fare il Mortirolo 3 volte in 4 giorni. Da parte nostra c’è la consapevolezza che il lavoro che stiamo facendo ci ha portato ha competere, e così continuerà a fare se manterremo lo standard. Abbiamo vissuto grandi difficoltà in alcuni momenti, ma abbiamo collezionato 2 vittorie e 1 sconfitta contro Venezia, Virtus e Milano. In alcuni frangenti non abbiamo gestito la palla al meglio, mi vengono in mente altri canestri e letture facili che abbiamo sbagliato. Ma il lavoro, oggi o la prossima volta, mostrerà i suoi frutti“.
Sullo sfruttare le mancanze di Milano per rientrare: “Dopo un avvio così complicato, contro una squadra di questo livello, abbiamo trovato le risorse per fare parziali positivi. Siamo arrivati a giocarcela punto a punto dopo un approccio così deficitario, è una caratteristica da grande squadra“.
Sull’avvio di partita sfavorevole dei Leoni: “I ragazzi erano davvero settati per una partita intensa sin da subito: non penso che Milano sia stato meno timorosa di noi, semplicemente è stata superiore. Provando ad allungare la difesa e a passarci maggiormente il pallone a metà campo abbiamo trovato ritmo, abbiamo iniziato a trovare canestri più facili. Nel finale non penso sia stato un discorso di timore reverenziale: quando Milano entra in fiducia è davvero complicata da fermare, sono davvero forti. Non siamo stati perfetti, ma era difficile eseguire meglio di quanto fatto oggi“.
