ATTACCO
Francesco Ferrari è un’ala moderna, dotata di grande atletismo, una qualità che sa far emergere sia in situazioni di campo aperto sia nei movimenti senza palla a difesa schierata. Quando cattura il rimbalzo difensivo e trova spazio può spingere la palla fino al ferro avversario. Non dispone di un fisico particolarmente strutturato, ma compensa con una buona capacità di concludere in aria, proteggendo la palla e sfruttando un tocco più che discreto. Allo stesso modo, sa correre il campo in maniera efficace, offrendo ai compagni lunghe linee di passaggio utili a costruire canestri facili.

A metà campo legge bene gli spazi e sa quando e come muoversi per trovare conclusioni al ferro ad alta percentuale (72% di realizzazione al ferro in stagione, dati Synergy).

Non va però considerato esclusivamente come un giocatore da situazioni di rottura. Stefano Pillastrini lo ha cresciuto nelle ultime stagioni ampliando progressivamente il suo bagaglio offensivo e rendendolo un profilo sempre più completo. In ottica pick&roll, ad esempio, può rappresentare un’opzione sia come bloccante (1.23 punti per possesso) sia come palleggiatore.

Quest’ultima soluzione è particolarmente interessante: Cividale lo ha spesso utilizzato come iniziatore dell’azione, sfruttando la sua maggiore velocità contro avversari più lenti, che Ferrari è in grado di battere per creare linee di penetrazione verso il ferro.

Con la palla in mano, tuttavia, deve ancora crescere. Il ball handling non è di livello élite e mostra una marcata preferenza per l’attacco verso destra: il 70% dei suoi attacchi in palleggio conclusi con un canestro, un fallo subito o una palla persa è avvenuto su quel lato nelle ultime due stagioni.
Nel tiro deve continuare il percorso di sviluppo per diventare più pericoloso. La meccanica è ancora piuttosto lenta, pur non trattandosi di un giocatore che le difese possano ignorare (38% da tre piedi per terra in stagione). Una maggiore fluidità non potrà che giovargli, soprattutto in situazioni dinamiche come il pick&pop, soluzione verso cui tende naturalmente ma in cui ha finora fatto registrare percentuali poco incoraggianti (9/35 complessivo nelle ultime due stagioni).
Il quadro offensivo è completato da una buona predisposizione al gioco in post basso. Cividale gli garantiva diversi possessi a partita in quelle zone del campo.

L’efficienza non è sempre stata elevata (0.74 punti per possesso), anche a causa di un fisico ancora leggero, ma questo lo ha portato a sviluppare soluzioni alternative all’avvicinamento spalle a canestro. Deve prestare attenzione alla selezione di tiro, che talvolta lo induce a prendere conclusioni a bassa percentuale, ma quando fronteggia il canestro è in grado di segnare sia con il piazzato sia con il fade-away.
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