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Gameplan: Cournooh è la miccia, Brescia la bomba

Brescia replica la grande prestazione della Final Eight di Torino e batte per la seconda volta in stagione l’Olimpia Milano per 83-74. Determinante la prestazione di Cournooh nel girare la partita dopo l’ottimo avvio degli ospiti. L’Olimpia parte bene, tocca anche il +14, ma con l’andare della partita si spegne, pagando molto probabilmente il tour de force europeo e lasciando il campo a una Brescia che invece è andata in crescendo dal secondo quarto in poi.

Partiti a razzo, finito a…

L’Olimpia approccia molto bene la partita mettendo in campo la solita grande difesa e toccando anche il +14. La sensazione è quella di una sfida che prende fin da subito la strada dell’Olimpia ma l’affiorare delle fatiche di coppa, unite a una grande crescita di Brescia nel match rovinano i piani della serata milanese.

L’efficacia difensiva è il principale indicatore di quanto la squadra di Messina si sia spenta nel corso dei 40′. In avvio le scelte difensive su Della Valle sembrano funzionare molto bene, costringendo Brescia a tanti tiri difficili, forzati e che hanno alimentato la transizione offensiva dell’Olimpia. Dal secondo quarto in poi Milano è “costretta” a giocare sempre e solo a difesa schierata. Soffrendo i minuti in cui Napier era a riposo e Baron a gestire e arrivando sempre in ritardo sulle rotazioni difensive.

L’aumento delle percentuali dal campo di Brescia ha poi fatto il resto, girando la contesa a favore dei padroni di casa.

Pick and roll di Della Valle

Una delle poche cose che ha funzionato con costanza nel corso della partita è stata la difesa sulle situazioni di gioco a 2 per Della Valle. Milano, per almeno 35′, riesce a limitare l’MVP dello scorso campionato limitando la sua produzione offensiva.

Sulle situazioni di pick and roll centrale, quando il gioco era nei secondi iniziali dell’azione, veniva spinto dentro sugli aiuti, passando sopra il blocco e togliendo il tiro da 3. Area piena e concedendo qualcosa al tiro. Quando il pick and roll avveniva negli ultimi dieci secondi l’ordine era di cambiare e costringerlo a scaricare, accettando di fatto che fosse chiunque a tirare e non lui.

Tonut in pressione e il resto della squadra ha fatto abbastanza bene questo lavoro, anche se poi è stato deficitario in altri aspetti difensivi.

No riferimenti

Una delle motivazioni della sconfitta di Milano è arrivata dalla mancanza di alcuni riferimenti offensivi che solitamente fanno pendere la bilancia a favore dell’Olimpia. Nello specifico sono mancate le letture di Baron e il post basso di Davies.

L’esterno americano, obbligato a giocare da trattatore di palla nei minuti senza Napier, ha sofferto una difesa che lo ha sempre spinto sul lato e poi raddoppiato vicino alla riga laterale. Contro difensori mediamente più stazzati (Cobbins in raddoppio accoppiato a Cournooh/Massinburg/Caupain) ha faticato a leggere le linee di passaggio sulla trappola difensiva.

Davies invece ha raffigurato l’andamento della partita di Milano: partito bene ma progressivamente uscito dalla partita. In avvio il suo post basso crea grossi grattacapi a Cobbins e alla difesa di Brescia, la quale con l’andare dei minuti ha preso le misure e ha tolto questa soluzione.

Milano, già in difficoltà a creare vantaggi dal pick and roll, ha perso anche il riferimento dal post basso.

Gli uomini della svolta

Se Brescia ribalta la partita dopo un avvio shock grossa parte del merito passa dal duo Cournooh-Cobbins. 

Il primo è l’autore delle due triple che tolgono il tappo dal canestro di Brescia e che danno il via alla grande serata offensiva della squadra di Magro. Inoltre, come se offensivamente non avesse fatto abbastanza, permette alla difesa della Germani di aumentare la pressione sulla palla, ritardando di molto l’ingresso nei set offensivi di Milano. Anche Napier ha sofferto e non poco un ottimo difensore come lui, tanto da sporcagli diverse volte il passaggio d’uscita sul pick and roll o costringerlo a un’uscita del pallone dal pick.

A livello offensivo è il migliore nel giocare contro gli accoppiamenti difensivi di Milano che potevano dare un grosso vantaggio. Il grosso del suo lavoro ha permesso a Brescia di sfruttare le marcature di Baron e Napier. Alla fine chiuderà con 19 punti e un pesante 4/4 da tre.

Cobbins, come altre volte in stagione, è l’altro elemento che permette alla squadra di Magro di alzare il numero di giri in difesa. Il suo lavoro sui blocchi nel tenere gli esterni di Milano, unito agli angoli difensivi perfetti sui pick and roll ha messo in grossa crisi l’attacco di Milano.

Nello specifico il suo lavoro sui pick and roll laterali ha fatto una grossa differenza, tanto da impedire a Milano di ribaltare il lato e coinvolgere le sponde. Handler mandati verso il lato dal difensore sulla palla, Cobbins perfetto nell’uscire con uno show piatto perpendicolare alla linea laterale. Situazione che ha mandato in tilt l’attacco dell’Olimpia.

Percentuali e supporting cast

Ad esclusione del quarto iniziale, Brescia ha tirato con percentuali irreali, figlie però di un ottima costruzione. Se escludiamo Della Valle, decisamente il peggiore al tiro nella giornata di oggi, quattro giocatori del supporting cast hanno tirato con una media del 65,6%, punendo sistematicamente una difesa molto flottata sull’MVP dell’ultimo campionato.

Gabriel 55,5%, Nikolic 40%, Petrucelli 66,7% e Cournooh 100%. Percentuali altissime che hanno reso il campo larghissimo per la difesa di Milano. In una serata in cui le rotazioni sono lente, il grosso del lavoro è concentrato su un giocatore, la prova delle seconde linee diventa vitale. E su questo Brescia ha giocato la migliore partita possibile.

Percentuali elevate figlie delle ottime letture di Della Valle, oltre che della capacità di lucrare contro le scelte di Milano.

Secondo quintetto

La buonissima notizia per Magro arriva dal fatto che è stato il secondo quintetto a girare la partita, un po’ sulla falsariga della Final Eight di Torino. La second unit in uscita dalla panchina e formata da Cournooh-Massinburg-Petrucelli-Akele-Cobbins ha alzato il livello fisico della squadra, tenendo botta contro i quintetti di Milano, alzando la pressione e correndo il campo in maniera ottima.

Inoltre ha riproposto quella difesa mobile che tanto aveva fatto male all’Olimpia a Torino, e che tanto è risultata indigesta nella sfida di campionato. Soluzione importante dalla panchina, pure in una serata dove il tuo faro offensivo non ha brillato.

 

 

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