Era una partita da vincere per la squadra di coach Spahija è così è stato: i suoi ragazzi hanno risposto presente e hanno portato a casa due punti che valgono tanto in ottica playoff. Dall’altro lato si fa sempre più problematica la situazione per Reggio Emilia, che dopo due vittorie di fila cade pesantemente al Taliercio.
Analizziamo insieme la partita nella nostra rubrica GamePlan.
La Reyer cambia su tutti i blocchi e blocca l’area
Il quintetto iniziale di coach Spahija vedeva in campo Granger, Parks, Bramos, Willis e Watt: la tattica di Venezia è stata quella di cambiare su tutti i blocchi e, vista anche la dinamicità dei due lunghi veneziani, ciò ha permesso di non concedere mai un canestro facile nemmeno agli esterni avversari, mai in grado di attaccare i mismatch. Se un ottimo lavoro è stato fatto da Watt e da Willis altrettanto si può dire anche per gli esterni orogranata, che non hanno mai permesso una ricezione facile ai lunghi reggiani. Un’area intasata e un’ottima difesa sul perimetro hanno quindi permesso di far segnare solo due canestri dal campo per gli ospiti nel primo quarto.
La partenza di Watt e il “diesel” Tessitori
Il primo al termine dei primi 10’ aveva già segnato dieci punti e catturato ben 5 rimbalzi, dominando incontrastato il duello sotto i tabelloni con i lunghi reggiani. Una vera e propria prova di forza, nel primo quarto, del lungo giunto alla sesta stagione in maglia Reyer che ha trovato la via del canestro in tutti i modi possibili: fade away, P&R, gancio mancino e tap in.
Colui che più ha impressionato ieri però è stato Tessitori: dopo una partenza un po’ a rilento nei primi due quarti, Amedeo ha tenuto la Reyer a galla quando i reggiani erano rientrati grazie ad un parziale di 23-10 nel terzo periodo. Il lungo della nazionale ha dimostrato di avere un buon potenziale offensivo, segnando anche una tripla, e grazie alla sua prestanza fisica anche un buon potenziale difensivo.
Cincia il “metronomo”
Nei primi due quarti è stato forse il giocatore che più ha subito la partenza micidiale orogranata, apparso in confusione, il giocatore classe ‘86, non riusciva a mettere in ritmo i propri compagni cosa che di norma gli riesce in maniera eccellente, risultato? 52-29 per la Reyer alla fine del secondo quarto.
Quando tutti davano ormai per morta la squadra di coach Sakota, il capitano ha preso per mano la squadra e l’ha guidata nella rimonta che aveva riacceso le speranze di Reggio, un terzo quarto da clinic del playmaker in cui ha fatto girare alla perfezione il pallone per mettere in ritmo i propri compagni, servendoli il più delle volte a tu per tu con il ferro del Taliercio.
Reggio così è dura salvarsi
Certo, le due squadre hanno obiettivi totalmente diversi: una proverà a vincere l’Eurocup mentre l’altra proverà a salvarsi in serie A. Le due vittorie consecutive di Reggio facevano ben sperare i tifosi accorsi fino al Taliercio, ma non si può però pensare di vincere una partita contro una squadra molto più attrezzata se nei primi due quarti concedi 52 punti e ne segni solo 29. Ciò che più preoccupa è stato l’atteggiamento passivo dei giocatori di Reggio Emilia, apparsi il più delle volte superficiali e svogliati. Di conseguenza non basta nemmeno un ottimo terzo quarto in cui grazie ad un parziale importante torni sotto la doppia cifra di svantaggio, perché se nei primi due hai accumulato così tanti punti di scarto, è davvero dura poi rialzare la testa e vincere le partite.
Ora per Reggio arriva un finale di stagione in cui proverà a centrare la salvezza, ma per farlo dovrà giocare con un atteggiamento completamente differente da quanto visto ieri sera a Venezia.
