Nel big match di giornata, la Virtus ha ottenuto una netta vittoria contro una Reyer che non riesce ad uscire dalla crisi in campionato.
Ma come è arrivata Bologna ad ottenere un successo così netto su un campo sempre difficile come quello di Venezia?
Ecco GamePlan, la rubrica targata BackdoorPodcast, in cui cerchiamo di analizzare le partite da un punto di vista tecnico tattico.
Difesa aggressiva
Sin dai primissimi minuti di match le Vu Nere hanno messo in campo una difesa di altissimo livello, mettendo subito sui binari giusti la partita. Il piano partita era piuttosto chiaro: mettere fuori partita le bocche di fuoco della squadra di coach Spahija che, orfana di Spissu (assenza pesantissima per la Reyer), aveva bisogno dei migliori Granger, Willis and co. Una difesa veramente asfissiante su tutti gli scarichi ha inceppato gli attacchi orogranata.
Oltre alla difesa forte sulle linee di passaggio, Bologna ha messo in campo anche una difesa molto aggressiva sul pick and roll veneziano, non permettendo mai uno scarico facile per Watt, che ogni volta che provava a ricevere nel cuore dell’area si trovava 3 giocatori a chiuderlo, non permettendogli né un canestro facile né uno scarico per i compagni.
Reyer, con delle percentuali così…
Venezia chiude la partita con un quasi sufficiente 7/20 al tiro dalla lunga distanza, ma con un pessimo 43% da 2 punti.
Con delle percentuali così basse al tiro fai fatica contro qualsiasi squadra del campionato, se aggiungiamo che la Reyer trovava l’avversario più forte del campionato ai pari di Milano, diventa veramente impossibile provare a vincere.
È quello che pensa anche coach Neven Spahija che in conferenza stampa ha dichiarato: “tutti i nostri problemi di questa sera derivano dalle percentuali pessime al tiro” .
È chiaro dunque che se la Reyer vorrà provare a entrare tra le prime otto in classifica dovrà aggiustare le percentuali sia da 2 che da 3, ed è un difetto che la squadra ha da inizio anno…
Problema guardia per la Reyer
Freeman ha deluso un po’ tutti, ci si aspettava molto di più da un giocatore così importante e giustamente o non, è stato tagliato dalla dirigenza orogranata che al suo posto ha inserito Kendrick Ray proveniente dai bosniaci dell’Igokea.
Sicuramente non era il nome importante che dalle parti di Mestre ci si aspettava (si era parlato di Andrew Andrews, giocatore con molta più esperienza rispetto a Ray) e per quanto visto finora il giocatore con la maglia numero 3 sulle spalle non sta dando le garanzie ma soprattutto i punti necessari al nuovo coach orogranata, orfano di un ruolo veramente fondamentale in una squadra.
Si vede che manca un giocatore capace di spezzare i giochi e infilare quei canestri pesanti che ti danno il là per fare parziali e portare a casa le partite…
Che differenza sotto le plance
Mouhammadou Jaiteh ha dominato lo scontro con Mitchell Watt e Amedeo Tessitori sotto canestro, facendosi trovare in ogni minuto sul parquet nella posizione giusta al momento giusto. In attacco ha giocato con pazienza e determinazione, sfruttando tutto il suo enorme fisico per battere un avversario più veloce di lui (Watt) e uno meno esplosivo di lui (Tessitori).
Per quanto riguarda la fase difensiva il centro francese è stato molto bravo a negare qualsiasi volo sopra il canestro al numero 50 reyerino e grazie alla sua presenza fisica ha conquistato 9 rimbalzi, sfiorando la doppia doppia.
Con un Mannion così tutto è più facile
Nico finisce la partita con 4/4 da 2 punti, 4/5 da dietro l’arco e 7/7 ai tiri liberi. Alla fine dei giochi sono 27 punti in 25 minuti, ma ciò che rimarrà maggiormente nel ricordo degli spettatori è la precisione con cui Mannion ha spento ogni sogno di rimonta dei tifosi orogranata. Nel terzo quarto il play classe ‘01 ha infilato quindici punti in 3 minuti e una manciata di secondi che hanno spezzato le gambe dei giocatori orogranata dopo che si erano portati sul -8 grazie ad un mini parziale di 4-0 nel primo minuto del quarto. Se coach Scariolo sarà bravo a inserire definitivamente Nico all’interno delle rotazioni e il giocatore sarà altrettanto bravo a ripagare le scelte dell’allenatore, allora la Virtus diventerà ancora più ingiocabile di quanto lo è già.
Si chiude dunque la nostra analisi, dove abbiamo potuto commentare una grande, grandissima vittoria della squadra di coach Scariolo non tanto per lo scarto finale nel punteggio ma per la superiorità dimostrata dai suoi ragazzi.
