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GamePlan Olimpia Milano-Dinamo Sassari (G1): WunderVoigtmann!

L’Olimpia Milano approccia nella maniera migliore possibile la serie contro Sassari, imponendosi con un netto 95-72 in gara 1. Determinante la prestazione di Voigtmann, autore di 22 punti e un 5/5 da tre che spacca la partita fin dai primi minuti.

È tempo di GamePlan, è tempo di analizzare i motivi che hanno permesso agli uomini di Messina di imporsi in gara 1 conto la Dinamo Sassari.

WunderVoigtman

Inevitabile partire dalla prestazione di Voigtmann nell’analizzare la vittoria di Milano. Le sue percentuali al tiro hanno permesso all’Olimpia di punire sempre le scelte difensive di Sassari, molto più preoccupata di rimanere in area e tenere botta fisicamente.

Sassari prova a tenere la palla sul quarto di campo per togliere il ribaltamento, Milano riesce comunque a ribaltare il lato e sfruttare l’ottimo lavoro per compensare sul lato debole di Voigtmann. Preciso nel punire sugli scarichi, altrettanto efficace quando si è trovato a giocare pick and pop con Napier e Baron.

Milano, una volta capito che la serata era delle migliori, ha cercato sistematicamente la collaborazione tra lui e gli esterni. Costringere Sassari a dover fare scelte dolorose tra la capacità di creare separazione dal palleggio degli esterni di Milano e le doti balistiche del tedesco. Il risultato è una delle migliori prove stagionali dell’ex CSKA.

Vuota le tasche

L’idea difensiva di fondo della Dinamo Sassari è quella di contenere l’attacco di Milano sul quarto di campo per togliere i ribaltamenti e mantenere il più possibile i suoi giocatori nei pressi del ferro. Togliere il giro palla e non lasciare troppo isolato Bendzius contro Melli a ribalzo e Diop troppo solo nel combattere contro la front line milanese.

Idea giusta, il risultato meno. Il grosso difetto della serata sassarese è nell’incapacità di contenere la palla dopo il pick. Sul lato si prova la difesa ICE, Milano però riesce costantemente a far passare la palla nella tasca della difesa e a servire il bloccante, inevitabilmente più libero su questa situazione, con tempi ottimi. Difesa sul lato spiazzata, sotto numero e conseguente giro palla di Milano.

Quando non è stato il passaggio nella tasca, è stata la troppa facilità con cui Milano ha fatto uscire la palla dopo il pick. Se Bucchi vuole cambiare qualcosa in vista di gara 2 deve alzare la fisicità dei suoi difensori sui blocchi.

Bersaglio Kruslin

Una delle costanti dell’attacco di Milano è stata la ricerca del mismatch fisico con Kruslin. Situazioni offensive per forzare i cambi difensivi e mandare il giocatore croato contro Shields e Datome. Blocco orizzontale e uscita sul lato forte per ricevere post o 1 vs 1.

Situazione che ha permesso di lucrare tanti punti e su Sassari dovrà trovare alternative in vista di gara 2.

Un piccolo spiraglio

Una delle poche cose che ha funzionato in gara 1 per Sassari sono i pick and roll che coinvolgevano Napier. Dowe, quando ha potuto giocare contro l’accoppiamento con Napier, è riuscito in diversi frangenti a sfruttare la poca opposizione fisica dell’ex giocatore dello Zenit per prendere vantaggio dopo il blocco e giocare sulla separazione creata, punendo il drop che Milano è solita giocare quando difende le situazioni 1-5.

In diverse situazioni di questo tipo Sassari è riuscita a mandare a schiacciare i suoi lunghi dopo il roll.

Altra situazione da cui ripartire in vista di gara 2 è la palla in lunetta a Diop, uscite a ricciolo dopo i blocchi verticali e tagli a canestro. Esecuzione che dovrà migliorare per costringere la difesa di Milano a muoversi maggiormente.

Muro biancorosso

Il grosso problema di Sassari rimane la fisicità della difesa di Milano. Dowe, solitamente uno dei giocatori più fisici del campionato, in gara 1 ha spesso perso il duello contro gli esterni avversari, faticando a prendere i suoi soliti vantaggi dal pick and roll.

In generale tutta Sassari ha pagato lo scotto contro una difesa che solitamente non trova e che le ha tolto le principali certezze.

Messina va ormai con le sue scelte consolidate: se il pick and roll è 1-5 si passa sopra il blocco, drop del difensore del bloccate  e si manda dentro. Se il pick and roll è tra esterni, allora si cambia in modo sistematico per non dare mai modo agli avversari di avere facili 1 vs 1 e corsie di penetrazioni da sfruttare.

Situazione che manda in tilt l’attacco biancoblu, grazie all’ottimo lavoro di tutti i giocatori di Milano sui cambi.

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