Occhi lucidi, abbracci, qualche lacrima trattenuta a fatica. Ai piedi del PalaLeonessa si è consumato l’ultimo atto di una stagione che ha lasciato il segno: la Germani Brescia ha salutato i suoi tifosi dopo un’biennio da 43 vittorie totali, chiusa in semifinale playoff contro Milano con l’eliminazione in gara-4 al Forum che ha spento il sogno Scudetto.
Come scrive Bresciaoggi, è finita una storia, o almeno una parte di essa. Perché quello che si è respirato ieri sera non aveva il sapore dell’addio definitivo, ma di qualcosa che lascia una traccia difficile da cancellare.
Sorrisi e occhi lucidi
A fare i bagagli sono in tanti. Nikola Ivanovic volerà in Turchia, Demetre Rivers in Giappone, Maurice Ndour in Russia. Joseph Mobio andrà a Udine, David Cournooh è atteso da un ingaggio in A2. Jason Burnell è il promesso rinforzo dell’Olimpia Milano, il futuro di CJ Massinburg è ancora tutto da scrivere, mentre Giancarlo Ferrero sembra pronto a chiudere con il basket giocato.
Il più atteso era Nikola Ivanovic, il play più forte che abbia mai indossato la maglia biancoblù, al termine di due anni che hanno ridisegnato le ambizioni del club: “Ma non è un addio questo. Solo un arrivederci. Si chiudono due anni incredibili, mi aspetta qualcosa di nuovo, ma qui voglio tornare prima o poi. Questa la sento come casa, mi porto via emozioni che non posso dimenticare: le partite, le vittorie, le sconfitte vanno e vengono, ma il valore di questa gente non si dimentica.”
Commosso anche Maurice Ndour, che ha guardato la folla raccolta sotto il palazzetto con un’espressione difficile da descrivere a parole: “Guarda questa gente, guarda quanto amore. Sono questi sentimenti, le relazioni che abbiamo costruito, la cosa più bella che mi porto via da Brescia. Il resto passa, ma certe cose non si possono mai cancellare. Penso di avere dato tutto quello che avevo in questi due anni, infortuni o non infortuni. Ma questi colori e questi tifosi se lo meritavano.”
Jason Burnell, che a breve vestirà il biancorosso dell’Olimpia e affronterà l’Eurolega, ha voluto essere chiaro su cosa ha rappresentato Brescia per lui: “A Brescia ho vissuto i momenti più belli e intensi di tutta la mia carriera”.
Brescia: applausi per tutti
Amedeo Della Valle, uno dei giocatori sui quali la società dovrebbe costruire il futuro insieme a Miro Bilan, ha ammesso che l’amarezza per l’eliminazione in semifinale è ancora viva, ma ha respinto ogni ipotesi di rimpianto: “Come ci credevate voi, anche noi credevamo nel sogno Scudetto. Ma vi posso dire che questa squadra ha dato davvero tutto, che in campo abbiamo lasciato tutto quello che bisognava lasciare. Dispiace, ma non ci sono rimpianti. Non dimenticherò mai questa città, questi tifosi, questo straordinario affetto: Brescia è speciale, unica.”
Della Valle ha anche un anno di contratto ancora in essere, ma ha ammesso di non sapere con certezza cosa riserverà il futuro. Prima di scoprirlo, lo attende la Nazionale italiana di 3×3 a Roma: un’estate che, almeno per ora, non prevede riposo.
Coach Matteo Cotelli ha chiuso il cerchio con le parole di chi sente il peso e l’orgoglio di un ciclo che si conclude: “Serate come questa ti fanno capire che un segno forse l’abbiamo davvero lasciato. Credo che la squadra abbia fatto divertire i tifosi e meriti un grande applauso. Il futuro? Proveremo a costruire un gruppo con più dinamismo, più versatile, provando a ripartire dalle tantissime cose buone che sono state fatte negli ultimi due anni. Finisce un ciclo ma non tutto si cancella. Da bresciano mi sento due volte orgoglioso.”
A chiudere la serata è stata la presidente Graziella Bragaglio, che ha voluto ringraziare pubblicamente ogni componente del gruppo per come ha affrontato una stagione segnata anche da infortuni e difficoltà numeriche.
Mauro Ferrari non era presente, di ritorno da un viaggio d’affari. Nessuna parola ufficiale, quindi, sulle voci e le indiscrezioni che durante i play-off avevano reso ancora più complicato il cammino della Germani.
