La Germani Brescia non ha intenzione di scendere dalle montagne russe di una stagione fin qui esaltante. Dopo la pausa per la Coppa Italia e gli impegni della Nazionale, la squadra si è ritrovata agli ordini di coach Matteo Cotelli per preparare la volata finale. In un’intervista rilasciata a Bresciaoggi, il tecnico ha analizzato il momento d’oro del club, toccando i temi caldi che tengono con il fiato sospeso i tifosi: dagli infortuni alle possibili mosse di mercato.
L’infermeria e il caso Nikola Ivanovic
Il tema più delicato riguarda la cabina di regia. Il play montenegrino Nikola Ivanovic è ancora ai box per un infortunio alla spalla definito “molto particolare”. Le parole di Cotelli non lasciano spazio a facili entusiasmi su un rientro imminente:
«Sta facendo solo lavoro differenziato: ci vuole tanta pazienza, è in miglioramento, ma si tratta di un infortunio molto particolare. Siamo molto lontani da un suo rientro in campo».
Questa assenza prolungata obbliga lo staff tecnico a una gestione millimetrica delle rotazioni, specialmente in vista del derby contro Cremona previsto per il 15 marzo.
Mercato e il fattore CJ Massinburg
Con Ivanovic fuori dai giochi, il nome di Brescia è circolato con insistenza nelle cronache di basket mercato. Tuttavia, l’esplosione definitiva di CJ Massinburg, protagonista di una Final Eight di altissimo livello a Torino, potrebbe aver cambiato i piani della dirigenza:
«Le prestazioni di CJ Massinburg in Coppa Italia sono state importanti, siamo molto felici che sia tornato sui suoi standard», ha dichiarato Cotelli, pur mantenendo una porta aperta a nuovi innesti: «Se capiterà l’occasione giusta ci faremo trovare pronti». La strategia della Germani sembra chiara: non comprare per urgenza, ma solo per qualità.
Obiettivo playoff: blindare il fattore campo
La classifica di Serie A parla chiaro: Brescia occupa il secondo posto in solitaria, insidiata da corazzate come Milano, Venezia e Tortona. L’obiettivo dichiarato non è più solo partecipare, ma recitare un ruolo da protagonista nella post-season.
Il futuro del basket italiano: la “New Wave” dei coach
L’intervista si chiude con una riflessione sul momento d’oro della panchina italiana, citando i successi di Peppe Poeta e Paolo Galbiati. Per Cotelli, vedere giovani allenatori trionfare in Italia e all’estero (come nella Copa del Rey) è un segnale di estrema vitalità per tutto il movimento.
Alla domanda finale su quando toccherà a lui alzare un trofeo da capo allenatore, Cotelli mantiene i piedi per terra ma non smette di puntare in alto: «Sarebbe un sogno. Ma continuiamo a lavorare: è l’unico modo che conosco per trasformare i sogni in realtà».
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