Graziano Sassi è ancora pienamente dentro al progetto della UNA Hotels Reggio Emilia. Il socio di minoranza biancorosso, imprenditore nel settore della moda con radici scandinave e volto riconoscibile del corso attuale del club, ha voluto dissipare qualsiasi dubbio sulla propria presenza dopo un periodo in cui era apparso meno visibile del solito, anche nelle rare occasioni pubbliche.
La ragione, spiega lui stesso, è semplicemente professionale. Nessun passo indietro, nessuna crepa nella compagine societaria, come spiega lo stesso Sassi a Gazzetta di Reggio:
“Non sono scappato! Ho tante cose da fare legate al mio lavoro, e sono sempre qui con la nostra squadra: vogliamo far bene e vincere, come sempre.”
Sassi rimane l’unico socio al fianco della famiglia Bartoli dopo che nel tempo hanno lasciato Landi, Baroni e, almeno in parte, Enrico San Pietro — quest’ultimo ancora presente come vicepresidente e figura centrale nel rapporto di sponsorizzazione con UNA Hotels. Un assottigliamento progressivo della compagine originaria che aveva permesso al club di andare avanti nel 2020, dopo l’uscita di Stefano Landi.
Reggio Emilia: continuità come scelta, non come ripiego
Il filo conduttore delle parole di Sassi è uno solo: la fiducia nel lavoro svolto e nella strada intrapresa dal general manager Marco Sambugaro insieme al coach Dimitris Priftis. La costruzione della rosa per la prossima stagione punta con decisione sulla conferma del nucleo esistente, e questo, secondo il socio biancorosso, non è un segnale di immobilismo ma di grande consapevolezza:
“È una squadra che ha dimostrato di potersi giocare le sue carte con tutte le altre, per mesi abbiamo dominato: cosa dovrebbe esserci di sbagliato nel ripartire da lì? La strada presa da Sambugaro con coach Priftis mi sembra quella giusta.”
Con luglio ancora in corso, la rosa è già praticamente definita. Sui nuovi arrivi Derek Ogbeide e Rob Edwards, Sassi ammette di non conoscerli ancora a fondo, ma si dice sereno perché si fida di chi lavora quotidianamente sul dossier — dalla presidente al general manager, fino allo stesso allenatore.
Il capitolo uscite e il ringraziamento ai Bartoli
Sul capitolo addii, l’uscita di Michele Vitali, ex capitano di Reggio Emilia, e quella di Troy Caupain vengono registrate senza rimpianti eccessivi. Su Vitali, Sassi è diretto:
“Capisco la sua scelta, ha voluto andare in una realtà in cui possa avere spazio e soddisfazioni, ed è normale che sia così. A noi ha dato tanto in questi anni e lo ringraziamo. Probabilmente nell’attuale organico di Reggio Emilia non avrebbe avuto molte possibilità: qui aveva ormai fatto il suo tempo.”
Quanto a Priftis, il rapporto personale tra i due è descritto come solido e continuativo, costruito anche nei momenti più difficili. Il coach nel frattempo si trova all’estero per lavoro, impegnato in attività con professionisti che operano a livello internazionale.
A fare da cornice a tutto c’è un riconoscimento esplicito verso chi regge il peso maggiore della struttura: “Dobbiamo prima di tutto ringraziare la famiglia Bartoli”, conclude Sassi, sottolineando come siano proprio i Bartoli a sostenere lo sforzo principale per una squadra che sente di appartenere profondamente alla città e alla sua comunità.
