Continua il processo di ricostruzione dell’Olimpia Milano in vista della prossima stagione. Nel mix di profili d’esperienza e di nuovi volti, quello di Jason Burnell si pone a metà. Giocatore di ventinove anni, veterano della LBA, ma al primo assaggio di Eurolega, sarà chiamato ad affrontare il gradino più alto del basket europeo. Figura di riferimento per Poeta, che lo ha già allenato a Brescia, in una stagione molto positiva per il club lombardo.
Cosa porterà Jason Burnell all’Olimpia Milano ? Il nostro scouting report è qui per rispondere a questa domanda. Un quesito che si stanno ponendo molti tifosi di Milano, curiosi di capire l’impatto che potrà avere il giocatore americano nella prossima stagione.
La carriera
Nato ad agosto del 1997 in Florida, Jason Burnell inizia a giocare a pallacanestro alla DeLand High School, prima di trasferirsi alla Providence School nel suo ultimo anno. Inizia la sua carriera collegiale nella stagione 2015-2016 alla Georgia Southern University, senza però trovare molto spazio.
Il non esaltante esordio collegiale lo spinge a cambiare università e, nell’estate del 2016, si trasferisce al St. Petersburg College, dove finalmente trova spazio e il giusto contesto tecnico. Da assoluto trascinatore, chiude la stagione con 20,1 punti, 10,9 rimbalzi e 1,4 stoppate a partita.
La grande stagione attira l’attenzione di un college di Division I come la Jacksonville State University, dove diventa un elemento molto importante della squadra nel biennio 2017-2019. Chiude l’esperienza con cifre di altissimo livello: 17,2 punti, 9,6 rimbalzi e 3,2 assist a partita.
Non scelto al Draft NBA, decide di intraprendere la carriera in Europa, approdando subito in Italia a Cantù nella stagione 2019-2020. Il suo anno da rookie è ottimo e, prima della sospensione del campionato, fa registrare 11,7 punti e 5,2 rimbalzi di media.
La stagione a Cantù gli vale la chiamata della Dinamo Sassari. La sua esperienza dura due stagioni, durante le quali contribuisce al raggiungimento dei play-off in entrambe le annate, confermando gli ottimi numeri mostrati a Cantù. Chiude la sua esperienza con 10,5 punti di media, 5,7 rimbalzi e 3,1 assist.
Nell’estate del 2023 raccoglie la sfida della Germani Brescia. Nelle tre stagioni alla corte della Leonessa raggiunge i picchi di rendimento più alti della sua carriera, contribuendo al raggiungimento dei play-off, compresa la finale scudetto del 2025. Terminata l’esperienza a Brescia, raccoglie la sfida dell’Olimpia Milano e dell’Eurolega.
Ma che giocatore è?
Ci sono appoggiati al servizio di Synergy per tracciare il profilo del giocatore, cercando di mettere in evidenza i punti forti e i punti deboli di Jason Burnell, in relazione a quello che gli verrà richiesto durante la stagione a Milano.
Attacco
In tutte le stagioni disputate in Italia, la definizione che meglio identifica Jason Burnell è quella di playmaking big. Ovviamente non si tratta di un playmaker nel senso stretto del termine, ma di un lungo che contribuisce in maniera significativa alla costruzione dell’azione, offrendo ulteriori letture offensive. Un giocatore in grado di fornire opzioni aggiuntive nelle letture di gioco, distinguendosi soprattutto per l’altruismo nei confronti dei compagni.
Mappa di tiro stagione 2024/2025

Mappa di tiro stagione 2025/2026

Come possiamo notare dalle mappe di tiro delle ultime stagioni, Burnell è un tiratore altalenante dal perimetro. È in grado di vivere singole serate in cui è molto efficace al tiro, ma non rientra nella definizione di tiratore affidabile, se non parzialmente dall’angolo. A livello realizzativo, le cose migliori le ha fatte vedere nei pressi del ferro.
Questo è uno degli aspetti che, con molta probabilità, dovrà migliorare in vista della prossima stagione. Lo scontrarsi con corpi decisamente più grossi a livello di Eurolega lo costringerà a migliorare la sua efficacia perimetrale, a fronte di una probabile diminuzione del gioco nei pressi del ferro.
Ora veniamo all’aspetto principale che lo ha portato a essere definito un playmaking big: la produzione dal post basso, comprese le situazioni in cui coinvolge i compagni. Burnell, nell’ultima stagione, ha prodotto 1,062 PPP.
Il video ci mostra un giocatore che, ogni volta che va spalle a canestro, tiene sempre la testa alta, pronto a leggere le linee di passaggio che i compagni creano con il movimento senza palla. Sarà importante, ovviamente, che l’attacco dell’Olimpia generi movimento off the ball per sfruttare questa sua abilità.
Inoltre, anche quando va in soluzione individuale, ha ottimi numeri dal post, producendo 1,053 PPP.
Tende a giocare le situazioni di post partendo come bloccante nel pick and roll per forzare il cambio e attaccare il mismatch, solitamente contro esterni che non possono pareggiare la sua stazza e il suo uso del corpo. Un aspetto interessante, ma da valutare a livello di Eurolega, dove la taglia media degli esterni è maggiore rispetto al campionato italiano.
In situazioni particolari potrebbe comunque creare un vantaggio fisico contro esterni più piccoli anche a livello di Eurolega. Difficilmente, invece, attacca i quattro di ruolo, salvo avere vantaggi evidenti dovuti a situazioni specifiche.
La sua dimensione interna-esterna si è tradotta anche in buoni numeri nelle situazioni di spot-up, nonostante come tiratore non sia sempre impeccabile. Nelle ultime stagioni ha giocato principalmente situazioni di post-up (35% dei possessi offensivi), ma è stato coinvolto anche nel 13,1% dei possessi in situazioni di spot-up, producendo 1,029 PPP.
Al netto delle percentuali, la maggiore efficacia arriva nelle situazioni di catch-and-shoot. L’efficienza cala leggermente quando è costretto a mettere palla a terra e ad attaccare il close-out, soprattutto fronte a canestro.
Non è una soluzione che ama particolarmente, come dimostra il basso numero di tentativi. Inoltre, il fatto che non sia dotato di un primo passo particolarmente rapido spesso gli impedisce di battere il difensore in recupero, finendo per prendersi un tiro nel traffico.
Nonostante Brescia non fosse una squadra dal ritmo particolarmente elevato, disponeva di quintetti in grado di sfruttare molto bene la transizione e Burnell, sotto questo aspetto, era ottimo nel correre il campo. Nella stagione appena conclusa ha prodotto 1,138 PPP, accompagnando efficacemente il contropiede dei compagni.
Questo è probabilmente uno degli aspetti più facilmente trasportabili anche a livello di Eurolega, dove sarà ancora più importante per lui e per l’Olimpia sfruttare la transizione offensiva.
Nelle sue stagioni in LBA ha dimostrato anche una buona propensione al rimbalzo offensivo, come dimostrano gli 1,208 PPP generati. Sicuramente il fatto di trovarsi spesso accoppiato a esterni più piccoli lo ha aiutato, ma questa capacità potrebbe tornare utile anche al piano di sopra.
Come dimostra il video, è un ottimo rimbalzista quando non ha un corpo addosso e la difesa è stata mossa. L’impatto è tutto da verificare con una fisicità superiore, ma in un attacco che riesce a spostare la difesa potrebbe ritagliarsi il proprio spazio anche sotto questo aspetto.
Nell’ultima stagione è stato utilizzato, in alcuni rari frangenti, anche come handler nei pick and roll, con ottimi numeri, sia come finalizzatore sia come giocatore capace di coinvolgere i compagni. Nonostante ciò, è un aspetto poco significativo, dato il numero molto basso di possessi in cui è stato impiegato in questo modo. Difficilmente sarà una soluzione riproposta con continuità anche a un livello più alto, contro determinati tipi di difesa.
La creazione palla in mano non fa parte del suo bagaglio tecnico, se non nelle situazioni di post. Difficilmente può rappresentare un pericolo continuativo in uno contro uno fronte a canestro o come handler nel pick and roll.
In definitiva, in questi anni la sua forza è stata quella di sfruttare al meglio la propria duttilità, sia come giocatore interno sia come giocatore perimetrale. Utilizzato come jolly tra la posizione di ala piccola e quella di ala forte, ha spesso sfruttato la maggiore stazza contro esterni più piccoli oppure la propria mobilità contro i quattro, senza però andare sotto dal punto di vista fisico.
Tutto questo, in un’ottica Eurolega, sarà difficilmente trasportabile senza qualche adattamento. Il vantaggio fisico sarà meno evidente e ci aspettiamo uno sviluppo più perimetrale rispetto alle sue abitudini: meno situazioni di post-up e più situazioni di spot-up. Dovrà necessariamente alzare le percentuali al tiro, ma la sua stazza da ala piccola potrebbe comunque rivelarsi molto utile in una lega fisica come l’Eurolega.
Difesa
Nelle sue stagioni a Brescia ha dimostrato di essere un difensore migliore in certi ambiti, decisamente più carente in altri. Nel complesso, parliamo di un difensore che può fare tante cose buone, senza eccellere in una in particolare. Come spesso succede, dipenderà molto dalla validità del sistema difensivo.
Nella stagione appena trascorsa, l’aspetto su cui ha sofferto maggiormente è stata la difesa in situazione di spot-up, dove ha concesso 1,117 ppp. Un dato ancora più significativo sono gli 1,210 ppp concessi in situazione di catch and shoot su un numero molto alto di possessi.
Ha il grosso limite di non essere rapidissimo nel recuperare la posizione nelle situazioni di aiuto e recupero, soprattutto quando difende sul lato debole. In particolare, in situazioni in cui, per proteggere compagni come Bilan e Della Valle, è costretto a staccarsi molto. In casi simili, paga la non rapidità nel ruotare sul tiratore.
Anche a livello di difesa sul pick and roll è molto altalenante come rendimento. Difficilmente si trova accoppiato con handler primari, ma quando si trova a difendere sui giochi a due, può andare in difficoltà contro esterni molto veloci, mentre tende a essere molto più efficace contro giocatori con una stazza simile.
A una non eccelsa mobilità laterale, come mostra il video, aggiunge una certa difficoltà nel leggere il blocco e passare sopra, permettendo spesso all’attaccante di prendere velocità.
Difficoltà nel passare sui blocchi che si riflette anche nelle situazioni lontano dalla palla che coinvolgono i tiratori. A Brescia si è trovato relativamente poco in questa situazione, ma è un aspetto su cui potrebbe essere maggiormente coinvolto nell’ottica di un utilizzo più perimetrale.
La notizia positiva arriva dai numeri nelle situazioni di isolamento, dove ha tenuto gli avversari a soli 0,545 ppp, anche se questa situazione difensiva lo ha visto coinvolto solamente nel 10,7% dei suoi possessi difensivi.
La clip video mostra come sia un difensore molto valido contro attacchi che lavorano meno e che tendono a giocare sugli isolamenti. Quando non è costretto a muoversi eccessivamente in una difesa di squadra, allora ha fisico e passo per tenere l’1 vs 1. Nonostante questo, al momento è difficile immaginarlo come agente speciale contro avversari particolarmente pericolosi, almeno nel futuro immediato.
Nella difesa del post-up ha numeri discreti, senza eccellere. Concede 0,952 ppp. Il fisico per tenere botta sui contatti c’è e spesso si fa sentire contro l’attaccante, ma soffre inevitabilmente gli avversari molto più alti di lui e che possono tirare sopra la sua testa, nonostante l’ottimo lavoro fatto per non concedere un avvicinamento facile.
Se pensiamo allo sviluppo che potrebbe avere nello scacchiere di Milano, potrebbe essere coinvolto molto meno in questa situazione, ma è comunque un aspetto da tenere in considerazione nell’economia di una partita.
In definitiva, siamo di fronte a un giocatore che ha fisico e taglia per tenere gli isolamenti e le situazioni di post, ma presenta qualche lacuna abbastanza evidente nel lavorare lontano dalla palla, a causa di una mobilità non eccelsa. Inoltre, mostra un po’ di limiti nel passare sopra i blocchi, limitando la sua difesa sul pick and roll e sulle uscite per i tiratori. Limiti che dovranno sicuramente essere oggetto di particolare attenzione da parte dello staff.
Conclusioni
Burnell si affaccia all’Eurolega a 29 anni, destando più di qualche dubbio, a causa di alcuni suoi limiti e di tre anni in cui non ha giocato coppe europee. È un giocatore con alcune caratteristiche particolari che gli permettono di essere un jolly in vari quintetti e vari assetti. È sicuramente un elemento fidato di coach Poeta e potrebbe essere una leva importante per il miglioramento. Ha raccolto la sfida: non ci rimane che attendere la prossima stagione per capire quale sarà il suo impatto.
