Jaylen Barford chiude la sua seconda stagione a Reggio Emilia con la porta aperta a un possibile ritorno. L’esterno della UNA Hotels, intervistato dalla Gazzetta di Reggio, ha parlato di un’annata complicata ma alla fine soddisfacente, del rapporto con la città e del futuro.
Barford ha chiuso il campionato con 15 punti di media a partita, in crescita rispetto ai 12.6 della prima stagione in biancorosso, confermandosi secondo miglior realizzatore della squadra. Un rendimento che lui stesso ricollega a un carico di responsabilità aumentato rispetto al passato:
“Sono contento della mia stagione, ho avuto tante responsabilità dal punto di vista realizzativo, oltre ai compiti difensivi: quest’anno ho dovuto rimboccarmi le maniche ancor di più degli scorsi anni.”
Jaylen Barford: una stagione in salita, poi la svolta
Il percorso della Una Hotels non è stato lineare. La squadra ha faticato nella prima parte del campionato, prima di trovare continuità e chiudere il girone con undici vittorie nelle ultime quattordici partite. Barford attribuisce la rimonta a un cambio di approccio tattico e all’apporto dei giocatori arrivati nel mercato di riparazione:
“Coach Priftis ci ha aiutato tanto a migliorare, abbiamo fatto cambiamenti nella seconda metà del campionato e abbiamo impostato un gioco più veloce, siamo rimasti concentrati sul nostro compito e abbiamo giocato in maniera sempre più concreta. I ragazzi che sono arrivati a stagione in corso sono stati estremamente professionali e ci hanno dato una grandissima mano.”
Con l’inserimento di Brown nel roster, anche il ruolo di Barford all’interno del sistema di gioco ha subito dei cambiamenti, adattandosi alle nuove esigenze della squadra.
L’eliminazione con Milano e il futuro
Ai playoff, Reggio ha incrociato Milano al primo turno. Una sfida che Barford considera equilibrata sul piano dell’intensità, ma sbilanciata su quello della profondità del roster:
“Milano è una squadra eccellente, con una panchina molto più profonda della nostra, e penso che questo sia stato uno dei fattori maggiori nella serie. Ma verso la fine del campionato avevamo capito che con tutta probabilità avremmo dovuto affrontarli ai playoff, e molto onestamente abbiamo sempre creduto di poterli battere.”
L’uscita ai quarti lascia qualcosa, ma non rimpianti veri e propri. Barford ricorda in particolare Gara 3, in cui Reggio ha tenuto testa all’avversario per quasi tutti i quaranta minuti.
Sul futuro, l’americano non si sbilancia ma non chiude. Prima di tutto vuole tornare a casa, ricaricarsi e riconnettersi con la famiglia. Poi si vedrà:
“Adoro Reggio, è diventata la mia seconda casa. E Reggio mi vuole bene, quindi sono contento qui. Sicuramente non escludo di tornare a Reggio il prossimo anno.”
