HomeLega BasketJustin Holiday, scouting: cosa porta alla Virtus Bologna

Justin Holiday, scouting: cosa porta alla Virtus Bologna

E’ Justin Holiday l’esterno scelto dalla Virtus per tamponare l’assenza di Will Clyburn. Il periodo di prova è passato, lo staff ha gradito quanto visto in palestra e fuori e l’ex Denver Nuggets vestirà ufficialmente la maglia delle V Nere.

Giocatore che ha bisogno di poche presentazioni: undici stagioni NBA, 680 partite di regular season a oltre 23 minuti di media. Un titolo vinto con Golden State nel 2015. L’anno scorso parte integrante delle rotazioni dei Denver Nuggets, anche nel corso dei playoff. Difensivamente è stato per diverse stagioni tra i giocatori più impattanti. Ha misure fisiche notevoli: 197 centimetri di altezza con 212 di apertura di braccia.

Si porta dietro l’esperienza, ma anche i leciti dubbi, dei 36 anni che recitano la carta d’identità, ma la volontà, a questo punto delle sua carriera, di accettare un contratto in prova in una squadra ormai fuori dai giochi in Eurolega, testimonia la voglia di mettersi in gioco e di voler competere sul campo. Peraltro non è il suo esordio in Europa, visto che la sua carriera pro, dopo gli anni universitari a Washington era iniziata in Belgio agli Okapi Aalstar nel 2011/2012 e aveva visto un altro passaggio nel vecchio continente due anni dopo allo Szolnoki Olaj in Ungheria.

Justin Holiday darà esperienza e leadership anche in spogliatoio. Cosa che ha già fatto, per esempio, lo scorso anno a Denver, dove nei mesi era diventato una figura importante anche fuori dal campo nel roster dei Nuggets. E la sua crescita nel corso della stagione testimonia a suo favore: inizialmente, infatti, sembrava destinato a un ruolo marginale, ma ha saputo guadagnarsi minuti sfruttando le occasioni che gli infortuni dei titolari gli hanno offerto, rimanendo poi stabilmente in rotazione anche al loro rientro.

Cosa che non è variata nemmeno nei playoff dove, per esempio, è stato l’unico giocatore a chiudere con plus/minus positivo nella dolorosa sconfitta casalinga in gara 7 del secondo turno di playoff con Minnesota.

n.fiumi
n.fiumi
Classe 1985, bolognese di nascita. Folgorato da Danilovic, ammaliato da Ginobili, tradito da Abdul Gaddy. Incidente che mi ha portato a valutare le cose in maniera più disincantata.Classico esempio di paziente affetto dal "Disease". La vita è troppo breve per vedere brutto basket ma, se non c'è altro, il campionato ungherese resta un'ottima opzione.

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