CONCLUSIONI
Se Claudio Coldebella e Dimitrios Priftis hanno deciso di puntare come primo nome per la nuova Reggio Emilia su Kevin Hervey significa che le garanzie sull’integrità fisica ci sono, altrimenti si dimostrerebbero dilettanti quali non sono. Quelle gare del 2020/2021, così come del resto l’intera carriera sin qui di Hervey, ha alternato momenti di semplice immarcabilità per una combinazione di altezza e tocco con pochi pari in Europa a possessi in cui la disconnessione atletica e mentale mostrava perché, al di là dei problemi alle ginocchia, abbia dovuto attraversare l’Oceano per proseguire la carriera da professionista.
Se, come sembra, il roster di Reggio Emilia si sta delineando secondo un attacco molto rapido, con lunghi in grado di correre i 28 metri e allargare il campo con facilità, e una difesa basata su uno switching massiccio (Smith, Vitali, Grant, Atkins) ed evitare di subire la pessima screen navigation del #5 nella clip di cui sopra, Kevin Hervey è il perfetto tassello per garantire il puro talento fuori scala in grado di impattare in entrambe le metà campo. Se si abbassassero i ritmi, d’altro canto, verrebbero a galla i limiti strutturali di un atleta targettabile in difesa anche da attaccanti mediocri ma che potrebbero “metterla sul fisico”, riuscendo a toglierlo dalla ragnatela dei cambi.
