Per la sesta giornata di LNP la Tezenis Verona affronta Rimini in un match casalingo che sa di scontro al vertice, nonostante ottobre sia ben lontano dal definire una qualche gerarchia di classifica ben definita.Quasi 2900 spettatori al pala GSM per una Verona reduce da 3 vittorie consecutive, i Veronesi ma deve rinunciare a Justin Johnson, afflitto da un problema al piede.Rimini detta i ritmi nel primo quarto, con la coppia Robinson – Denegri che semina il panico nella difesa scaligera.Verona non trova inizialmente ritmo ma si tiene a galla con le triple di Serpilli e Monaldi. L’assenza di Johnson dovrebbe responsabilizzare McGee, che viene letteralmente cancellato offensivamente parlando da Rimini, chiudendo 0 punti il primo quarto e rimanendo a secco fino a metà del secondo, quando si blocca finalmente con 2 triple e 8 punti consecutivi che riducono il gap accumulato nel frattempo grazie anche alla poca fluidità in attacco e molti errori sotto canestro. Se Verona vive di fiammate (e tiri da fuori) Rimini continua la sua gara senza particolari cali, trovando sempre buoni soluzioni sia da fuori che da sotto e coinvolgendo offensivamente praticamente tutti i suoi giocatori. Il primo tempo si chiude con i padroni di casa sotto di 7. Nel terzo periodo sale subito in cattedra McGee, che guida un parziale di 11-2 costringendo Rimini al timeout dopo soli 2 minuti. Verona ha cambiato decisamente ritmo e Rimini incassa il colpo, prova una zona ma viene subito punita da 2 triple e come se non bastasse perde Marini espulso dopo un fallo nella metà campo offensiva che, almeno per noi appostati a bordo campo, non sembrava meritare tale sanzione, ma forse potrebbero essere volate parole. Magari il dopo partita potrà chiarire questa circostanza. Rimini perde ritmo, le rotazioni corte iniziano a farsi sentire, le percentuali calano sbaglia facili tiri da sotto il parziale recita un favoloso 33-12 per gli scaligeri.Verona non deve far altro che amministrare il vantaggio, trova buoni soluzioni con una fluida circolazione e ottime penetrazioni: Rimini inizia a trovare ritmo verso la fine quando ormai mamma ha buttato la pasta e ricuce un po’ lo svantaggio fino al -12 finale. McGee chiude con 30, non male per aver scritto virgola nel prima quarto.
Un’ottima Tezenis dopo un avvio un pò titubante, per calibrare forse l’assenza di Johnson, regala un’ottima prestazione alla tifoseria giallo blu.
MVP: Tyrus Mcgee
TEZENS VERONA
BALDI ROSSI 6,5: in campo sempre una garanzia, gestiste le situazioni, da tranquillità a tutta la squadra.
PIATTANA NE
POSER 7: lotta sotto canestro per prendere posizione, si batte in difesa un vero leone alla fine sarà il re sotto canestro.
BOLPIN 6: un pò in ombra oggi, ma da il suo contributo.
AMBROSIN 6: entra nei momenti caldi della partita dando supporto alla squadra.
KUZMANIC SV
ZAMPINI 7: tiene il campo in maniera formidabile, attaccando il canestro giocando con i compagni.
MCGEE 8,5: sembrava una brutta giornata per lui oggi, mai di colpo come un vero campione accende la fiamma, un giocatore di categoria superiore.
MONALDI 7,5: guida la squadra in maniera perfetta, segna fa segnare.
SPANGHERO NE
SERPILLI 7: un pò da tutte le parti, difende, tira – segna, si sacrifica per la squadra, un guerriero.
CALVINA 8: il vero condottiero di questa squadra, sta facendo un lavoro perfetto.
DOLE BASKET RIMINI
LEARDINI NE
TOMMASINI 6,5: guida bene la squadra in attacco cercando di fare il possibile, molti errori al tiro
DENEGRI 7: trascina i suoi per tutto il primo tempo, subisce il complessivo calo della sua squadra.
SANKARE NE
MARINI 5: indipendentemente dalla sua espulsione, percentuali basse.
OGDEN 7: l’ultimo a mollare la barca, cerca di dare il massimo anche quando la squadra non gira.
POLLONE 5: poco utilizzato
DELLA CHIESA NE
ROBINSON 6,5: ottimo primo tempo, ma sparisce nel Secondo, quando conta
SIMONI 6: fa il suo sotto canestro cercando di tirare giù più rimbalzi possibili.
CAMARA 6: fa sportellate sotto canestro ma non incide nonostante il fisico.
DELL’AGNELLO 5,5: con la squadra che aveva a disposizione poteva sperare solo in un miracolo.





