I Los Angeles Lakers hanno voltato pagina rispetto all’era LeBron James, che ha scelto Philadelphia per continuare la sua carriera. I gialloviola adesso hanno costruito la squadra attorno a Luka Dončić. La dirigenza ha messo insieme un roster interessante, ma il nodo principale resta il ruolo di ala grande, ancora privo di una soluzione convincente.
Se il quintetto base dovesse includere Quentin Grimes, Austin Reaves, Walker Kessler e Dončić, chi occuperebbe la quinta casella? Le alternative interne spaziano da profili offensivi come Sandro Mamukelashvili a opzioni più difensive come Jake LaRavia, Kevon Looney o Jarred Vanderbilt, mentre giovani come Adou Thiero e Dalton Knecht devono ancora dimostrare di poter incidere in NBA. Senza un contributo inatteso da Ziaire Williams o Matisse Thybulle, il posto da titolare potrebbe restare vacante.
Jonathan Kuminga: il corteggiamento più lungo
I Lakers seguono Jonathan Kuminga da tutta l’estate. Il free agent, reduce dall’esperienza con gli Atlanta Hawks, non ha ancora trovato una nuova destinazione. Per Los Angeles, l’unica via percorribile sarebbe uno scambio facilitato dagli stessi Hawks, dato che la franchigia californiana è a corto di spazio salariale. Kuminga chiede un impegno triennale e non intende accettare cifre inferiori a quelle che ritiene adeguate al proprio valore.
Le risorse di scambio dei Lakers sono ridotte all’osso: una scelta al primo giro del 2032 e tre future scelte al secondo giro. Per far quadrare i conti, Los Angeles potrebbe cedere due tra Jaden Hardy, LaRavia, Vanderbilt e Knecht, liberando circa 9,1 milioni di dollari. In uno scenario con Hardy e Knecht in uscita, il massimo ottenibile per Kuminga nel primo anno si aggirerebbe intorno ai 18 milioni, per un totale triennale di circa 56,7 milioni. Coinvolgere una terza squadra per assorbire parte dei contratti aiuterebbe gli Hawks a evitare la luxury tax, condizione che appare imprescindibile per chiudere l’operazione.
Il dubbio su Kuminga riguarda il suo gioco: il tiro dall’arco e dalla media distanza restano incostanti, anche se il talento atletico e la giovane età — quasi 24 anni — rappresentano elementi di indubbio valore.
P.J. Washington: l’opzione più funzionale
Un’alternativa concreta porta a P.J. Washington, attualmente sotto contratto con i Dallas Mavericks. Dopo aver ceduto Dončić ai Lakers nel febbraio 2025, Dallas ha rinnovato completamente la propria struttura dirigenziale con Masai Ujiri e l’allenatore Dusty May. La franchigia texana sta ricostruendo attorno al Rookie of the Year Cooper Flagg e ha recentemente acquisito Santi Aldama e Zaccharie Risacher, rendendo Washington potenzialmente sacrificabile nonostante i 88,8 milioni di dollari ancora dovuti nei prossimi quattro anni.
Washington, quasi 28enne, è un giocatore di ruolo da 201 centimetri, disponibile a difendere, piazzare blocchi e tirare quando l’attacco lo richiede. Il suo contratto lungo potrebbe però rappresentare un ostacolo per i Lakers. Per far funzionare l’operazione, Los Angeles vorrebbe inserire Vanderbilt (opzione da 13,3 milioni) insieme a Knecht o Hardy, restando così entro la soglia del primo apron e mantenendo la possibilità di utilizzare la mid-level exception per i non contribuenti della prossima stagione, stimata in circa 15,9 milioni.
Rispetto a Kuminga, Washington potrebbe avere un potenziale inferiore sulla carta, ma offrirebbe un impatto più immediato e concreto sul campo.
De’Andre Hunter: il tiratore da Sacramento
Come suggerito dal giornalista Khobi Price del California Post, anche De’Andre Hunter dei Sacramento Kings potrebbe rappresentare un’opzione valida. I Kings lo hanno acquisito dai Cleveland Cavaliers prima della trade deadline di febbraio, a un costo relativamente contenuto. Sacramento ha però chiuso tra le peggiori squadre della lega nella scorsa stagione e l’aggiunta di Hunter porta la franchigia a circa 4 milioni sopra la soglia della luxury tax.
I Lakers potrebbero aiutare i Kings a rientrare sotto quella soglia offrendo una combinazione di Vanderbilt, Knecht e Hardy (o LaRavia). Sacramento potrebbe considerare Knecht un elemento utile per il proprio nucleo giovane, mentre per Hardy si potrebbe coinvolgere una terza squadra come i Brooklyn Nets. Un eventuale buyout di Zach LaVine, stimato intorno ai 4 milioni, combinato con l’accordo coi Lakers, permetterebbe ai Kings di evitare del tutto la luxury tax.
Hunter, 28 anni, ha avuto problemi fisici e viene da una stagione al di sotto delle aspettative. Tuttavia, nella stagione 2024-25 ha tirato con un ottimo 40,5% da tre punti su 5,8 tentativi a partita, un dato che lo rende appetibile per qualsiasi contendente.
Le altre piste sullo sfondo
I Lakers non hanno fretta e possono valutare ulteriori scenari. Nomi come Peyton Watson (Denver), Trey Murphy II o Herbert Jones appaiono però fuori portata, considerate le scarse risorse disponibili per il draft. Si parla anche di Patrick Williams dei Chicago Bulls, il cui contratto triennale e la stazza limitata (198 cm) potrebbero non convincere la dirigenza gialloviola.
Gli Indiana Pacers, storicamente restii a pagare la luxury tax, potrebbero prima o poi alleggerire il monte ingaggi: in quel caso, Obi Toppin o Jarace Walker diventerebbero obiettivi interessanti. Tra le altre opzioni circolano i nomi di Kyle Kuzma (Milwaukee) e Jerami Grant (Memphis), quest’ultimo frenato da un’opzione giocatore da 36,4 milioni per la stagione 2026-27. I Clippers, invece, non sembrano intenzionati a cedere Derrick Jones Jr. ai rivali cittadini.
L’ultima possibilità è quella di iniziare la stagione regolare con il roster attuale, valutare la situazione e intervenire eventualmente prima della trade deadline di febbraio 2027. In quel caso, i Lakers dovranno comunque ridurre il roster a un massimo di 15 giocatori prima del via alla stagione.
