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LBA Game of the Week: focus sulla Happy Casa Brindisi

Amici di Game of the Week bentornati a una nuova puntata.
Per quest’occasione abbracciamo un format diverso, andando a concentrarci su una singola squadra, invece che su una partita del week end. Come indica il titolo, oggi mettiamo la nostra lente di ingrandimento sulla Happy Casa Brindisi di coach Frank Vitucci.
Dopo un avvio di 2021 non semplice, anche per via dell’infortunio che l’ha privata di D’Angelo Harrison, l’Happy Casa ha ripreso la strada verso il secondo posto, inanellando quattro vittorie in fila. Culminate col trionfo di sabato contro la Virtus Bologna.
Un dato davvero impressionante se si pensa ai problemi di organico dei pugliesi che, nonostante tutto, hanno trovato nuovi equilibri e continuano ad essere una delle squadre più complicate da affrontare di tutto il torneo.

LETTURA DEI VANTAGGI E VOGLIA DI PASSARSI LA PALLA

L’attacco di Brindisi (il terzo della Serie A per offensive rating) è predicato su concetti piuttosto semplici ma ferrei. Eseguiti con cura e continuità per tutto l’arco dei quaranta minuti di gara. Anche quando gli uomini di Vitucci sembrano aver rotto la propria fluidità offensiva sono capaci di costruire nuovi vantaggi dal palleggio, con una capacità chirurgica di andare a cercare il mismatch più vantaggioso in campo.

Quando la palla si muove, lo stesso fanno anche gli altri quattro giocatori, creando nuove linee di passaggio che una notevole predisposizione all’extra pass tende a premiare con costanza.

Parlando di ricerca dell’accoppiamento migliore da attaccare, interessante vedere i set di attacco floppy (o doppie uscite). Nella partita contro la Virtus Bologna ci sono un paio di esempi di come Brindisi vada a cercare, direttamente o indirettamente, un difensore pigro come Belinelli. Puntandolo direttamente su un uno contro uno senza aiuti nel primo caso. Costringendolo ad aiutare in aiuto su un pick&roll nel secondo. Situazione dove il tiro non entra, ma l’inerzia dell’azione porta Perkins ad avere posizione a rimbalzo per segnare da seconda opportunità.

Lo stesso Perkins che, a sua volta, è una valvola di sfogo primaria per il gioco biancoblù. Lungo dinamico, sui giochi di corna può sfruttare rotazioni o incertezze del proprio difensore per attaccare uno contro uno dalla punta e trovare canestri facili e tiri liberi.

n.fiumi
n.fiumi
Classe 1985, bolognese di nascita. Folgorato da Danilovic, ammaliato da Ginobili, tradito da Abdul Gaddy. Incidente che mi ha portato a valutare le cose in maniera più disincantata.Classico esempio di paziente affetto dal "Disease". La vita è troppo breve per vedere brutto basket ma, se non c'è altro, il campionato ungherese resta un'ottima opzione.

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