A proposito.
Ieri sera la Virtus vincendo dopo un supplementare a Lubiana contro il Cedevita ha timbrato il primo posto nel suo girone e l’accesso ai quarti di finale, garantendosi il ritorno in casa. Un momento… Purché la Virtus cambi registro e inverta il canone. Poiché in questa stagione tutte le sue sconfitte la Virtus le ha patite all’ombra delle torri, entro le mura amiche.
A Lubiana Bologna stava sotto di 9 punti a 3 minuti dalla fine. Il supplementare lo hanno acciuffato Belinelli e Teodosic, e nell’overtime ci ha pensato Weems a dare una degna conclusione alla sua eccellente partita (25 punti).
E’ da questa sera, però, che si allarga l’orizzonte. Almeno per Milano. In Eurolega mancano otto partite alla conclusone della stagione regolare, e soltanto due vittorie ai milanesi per la certezza matematica dei playoff. Ma attenzione: si tratta di una matematica ingannevole. Da qui alla fine saranno praticamente tutti scontri diretti.
Questa sera al Forum arriva il Fenerbahce. Oggi l’Armani è terza (17 vinte e 9 perse), i turchi ottavi (15 vinte e 11 perse), e sono proprio questi ultimi a non avere più margini di errore, con lo Zalgiris che li segue (15/12) con una sola sconfitta in più. Noi siamo sicuri che Gigi Datome non si farà travolgere dalla malinconia del Corno d’Oro, affetti e dolci ricordi di Istanbul. Ci preoccupa di più il suo amicone Jan Vesely sotto canestro.
E’ decisamente e assolutamente una partita chiave.
Dopo questa sera l’Armani, alla sua nona settimana a doppio turno, volerà a Kaunas dove venerdì incontrerà lo Zalgiris, come detto ancora in corsa per i playoff. Poi la pattuglia volante rientrerà alla base per la trasferta a Trento in campionato. Per riprendere subito dopo le strade gelate di santa madre Russia, giovedì 11 marzo alla casa del Cska e dei suoi trascorsi Daniel Hacket e Mike James…
Facciamo prima a metterla come segue, e lasciare a voi le valutazioni…
Dopo questa sera Milano giocherà 5 partite in trasferta (Kaunas, Mosca, Vitoria, Belgrado, Atene Panathinaikos) e soltanto 2 gare interne (Barcellona ed Efes), ovvero la prima e la quinta della classifica attuale.
E’ ancora dura.
Durissima.





