In una Olimpia Milano alla ricerca di certezze dopo un inizio di stagione complicato, la notizia positiva è il ritorno in campo di Leonardo Totè, pronto a debuttare in campionato domenica.
Il lungo veronese classe ’97, miglior giocatore italiano per valutazione nella passata stagione (secondo miglior realizzatore dietro Della Valle), rappresenta più di un semplice innesto. È una scommessa personale per lui e una speranza tecnica per l’Armani.
“Sono consapevole che entrare in una squadra nuova in corsa sia complicato, ma desideravo far parte di questo gruppo”, racconta Totè a La Repubblica Milano.
Leonardo Totè: “Ho scelto Milano per vincere, non per giocare tanto”
Reduce da una fascite plantare che l’ha tenuto fermo per mesi, Totè non cerca alibi. Ha scelto Milano per mettersi in discussione in un contesto più competitivo, consapevole di non essere il primo italiano a provarci in un club ambizioso e non sempre accogliente con i talenti nostrani.
“Mi hanno detto: ‘Ci hai sempre massacrato, dobbiamo portarti qui’. Ho preso il treno e sono arrivato subito.”
L’ex Pesaro, Napoli e Verona sa bene che i minuti saranno da conquistare:
“Milano è un ambiente esigente, ci sono grandi giocatori e poco spazio. Ma il mio obiettivo è diventare il miglior giocatore possibile. E vincere.”
Inserimento graduale, ma già dentro al gruppo
Nonostante non abbia potuto seguire la squadra in trasferta, Totè ha osservato da vicino dinamiche e allenamenti.
“Mi ha colpito il feeling tra i giocatori: entrare in un sistema così affiatato ti aiuta molto. Sento di far parte di qualcosa, non solo sul parquet ma anche come persona.”
Una scelta di crescita
Totè ha scelto Milano non per emergere da protagonista assoluto, ma per alzare l’asticella in un sistema competitivo, con allenamenti di alto livello e obiettivi massimi come EuroLeague.
“Non sono venuto a Milano per stare in panchina, ma so che dovrò guadagnarmi ogni minuto. Non ho paura: se c’è anche solo un centimetro, io lo prendo tutto.”
