Il nuovo commissario tecnico Luca Banchi ha iniziato il suo mandato alla guida dell’Italia con un periodo intenso, alla vigilia del primo match contro l’Islanda. La sua avventura sulla panchina azzurra si apre con ambizione e realismo, nella consapevolezza di ereditare un sistema che deve evolvere e trovare nuove strade.
Banchi ha già guidato una Nazionale sperimentale ai Giochi del Mediterraneo e l’Under 21, ma questo incarico ha un peso diverso. Il suo vero debutto sarà la sfida di qualificazione Mondiale proprio contro l’Islanda, a Tortona. Le convocazioni già parlano delle sue intenzioni, compresa la voglia di coinvolgere Achille Polonara il più possibile:
“Sono stato vicino ad Achi A Bologna durante la prima malattia. Conosco bene il ragazzo e il suo valore. Saprà trovare le parole dare, soprattutto ai più giovani, il giusto abbrivio per vivere quest’esperienza straordinaria nel modo migliore possibile.”
Il nuovo ct spiega che il suo staff sta lavorando soprattutto sulla comunicazione interna. Vuole un linguaggio chiaro, universale, immediatamente riconoscibile da ogni giocatore coinvolto nel progetto azzurro:
“Con i miei collaboratori abbiamo cercato di concentrarci su come strutturare il nostro messaggio per essere sintetici, calzanti, precisi. Dobbiamo scegliere un linguaggio che sia facilmente assimilabile, svestendo i panni dell’allenatore che ha a disposizione il precampionato e settimane di lavoro.”
La difficoltà principale, osserva Banchi, è rappresentata dalla dispersione dei talenti: molti dei giovani prospetti italiani scelgono le università americane, lasciando vuoti difficili da colmare nei percorsi federali.
“Ma non possiamo stare qui a lagnarci, dobbiamo fare in modo di poter offrire ai nostri diciottenni un’alternativa di crescita valida da noi nei nostri campionato. Economicamente non possiamo competere con le università americane, ma dobbiamo creare delle opportunità di carriera.”
Nella sua analisi, Banchi individua un esempio concreto da seguire:
“La Germania è una nazione molto particolare, con una cultura sportiva nelle scuole pazzesca. Hanno istruttori ben retribuiti e preparatissimi con una cura maniacale del dettaglio. Il modello tedesco è un esempio valido a cui ispirarsi.”
La generazione attuale lascia intravedere margini di ottimismo. Ma l’obiettivo è ancora più ambizioso: trovare un giocatore capace di cambiare il destino della Nazionale. Banchi cita talenti come Bargnani o Fontecchio, ormai protagonista NBA.
“Sono a caccia del mio unicorno, alla ricerca di qualcosa di quasi mitologico. La pallacanestro anche in Italia è stata capace improvvisamente di trovare delle risorse che nessuno immaginava, penso a Bargnani o Fontecchio. Sono a caccia di questo tra i giovani e ho visto dei prospetti interessanti.”
