HomeFIBA World CupMacedonia del Nord: Moses Wright e un record incredibile di naturalizzazioni

Macedonia del Nord: Moses Wright e un record incredibile di naturalizzazioni

Moses Wright è arrivato al raduno della Macedonia del Nord, ma la sua convocazione finisce per accendere i riflettori su qualcosa di più grande. BasketNews ha dedicato un approfondimento alla gestione dei giocatori naturalizzati da parte della selezione macedone, descrivendo un meccanismo che rischia di trasformare la norma FIBA in una sorta di turnazione sistematica.

Il centro di Olimpia Milano sarà il prossimo naturalizzato impiegato dalla Macedonia del Nord nella finestra di agosto. Ma prima di lui, nel giro di poco più di un anno, la selezione ha già fatto sfilare una serie di profili americani in misura decisamente anomala.

Sei giocatori, due finestre doppie

Il caso più eclatante riguarda l’utilizzo di due naturalizzati distinti nella stessa finestra internazionale, accaduto non una ma due volte. A novembre, nelle qualificazioni preliminari a EuroBasket 2029, Omari Moore ha giocato contro l’Azerbaigian il 27 novembre e Jacob Wiley è sceso in campo contro l’Irlanda il 30 novembre. La stessa formula si è ripetuta in estate: DJ Stewart ha rappresentato la Macedonia del Nord contro l’Irlanda il 2 luglio, Nate Sestina è stato schierato contro il Lussemburgo il 5 luglio.

Ora è il turno di Wright, atteso all’esordio il 30 agosto a Vienna contro l’Austria. In gruppo con lui c’è anche un ex Olimpia Milano, Neno Dimitrijevic, che ha parlato del nuovo compagno in termini molto positivi.

«Un giocatore di grandissima qualità, spero che riusciremo a formare un buon tandem.»

Risultati assenti, domande aperte

Il punto centrale, però, è regolamentare e sportivo insieme. Una presenza così intensa di naturalizzati potrebbe far immaginare un salto di livello della selezione, ma i numeri dicono altro: la Macedonia del Nord non si è mai qualificata alla fase finale di una Coppa del Mondo, e l’ultima apparizione a EuroBasket risale al 2015, con un 19° posto finale.

Cambiare giocatore a ogni finestra non costruisce continuità tecnica, non consolida un’identità di squadra e rende difficile integrare i talenti locali in un progetto stabile. Il caso macedone diventa così un nuovo capitolo nel dibattito sulle regole FIBA: i naturalizzati sono ormai parte integrante del basket internazionale, ma sei giocatori diversi in poco più di un anno sollevano interrogativi legittimi sulla funzione originaria della norma.

Per Wright la questione è più concreta e immediata. Dopo la parentesi con la Macedonia del Nord, il centro è atteso a Milano per proseguire la preparazione con la squadra di Peppe Poeta in vista del torneo di Creta. Il suo debutto in Nazionale, però, arriva dentro una storia più complicata: quella di una selezione che continua a cambiare volto, finestra dopo finestra, senza aver ancora trovato né continuità né risultati.

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