CONTESTO & FIT
Immaginare Metu con minuti da 5, con 4 tiratori a garantire spaziature al suo fianco, in un Barcellona che vanta a roster 3 centri puri, è ai limiti del paradosso. Si perderà così la capacità di essere un grande corridore del campo sui 28 metri in transizione, dove l’accoppiamento con centri più lenti avrebbe permesso la creazione di attacchi più rapidi. Le qualità da tiratore superdimensionato e da difensore contro ali grandi stazzate però rimarranno intatte: particolare curiosità sarà la gestione, alternativa o contemporanea, del Barcellona di tutte le ali grandi a roster (Parra, Parker e Anderson), più tendenti al 3 che al 5.
C’è da immaginarsi, non essendo nessuno dei centri a roster del Barcellona un particolare fattore allontanandosi da canestro a partire dal midrange, che le percentuali garantite da Metu sugli scarichi degli esterni blaugrana saranno dirimenti per determinarne minutaggio e considerazione nelle rotazioni di Peñarroya. Se dovesse dimostrarsi un plus dall’arco e sostenibile in difesa, in particolare cambiando 1-5 in un quintetto ipotetico Satoransky-Punter-Anderson-Metu-Vesely, il nigeriano potrebbe essere uno dei rookie dall’impatto maggiore nell’EuroLeague 2024/25.





