4- Dolomiti Energia Trentino (=)
Montagne russe trentine. La formazione di coach Galbiati, ormai lo abbiamo capito, può vincere o perdere contro chiunque. Certo, di fronte al pubblico amico sfodera spesso prestazioni al limite dello show-time, però poi ci infila delle partite all’opposto, come accaduto a Scafati. Se il tiro da tre non entra, sotto canestro non c’è molto a disposizione per fare la differenza, e lo si è visto. Non che dall’altra parte ci siano state super percentuali da fuori, ma la differenza di chilotaggio si è vista e ha fatto la differenza.
3- Virtus Segafredo Bologna (=)
Due quarti sotto tono fanno da contraltare a due dove la musica suonata è una sinfonia. Coach Banchi non sarà certamente contento dell’approccio alla gara dei suoi, che giocano un primo periodo parecchio sotto ritmo contro una Pesaro che ci mette l’anima e anche oltre, viste le assenze. Nei due quarti pari, invece, esce alla grande la superiorità della squadra bianco-nera, anche se nell’ultimo periodo agevolata dal calo fisico dei marchigiani.
2- Germani Brescia (=)
Prima la sofferenza, poi la gioia. Ancora una volta coach Magro riesce nell’impresa di battere Milano. questa volta, però, partendo coi favori del pronostico, viste le assenze nell’altra metà capo. Brescia brava a sfruttare i vantaggi, con un Bilan che prima soffre i lunghi bianco-rossi, salvo poi risultare decisivo per chiudere i conti e tenere sotto pressione il primo posto di Venezia.
1- Umana Reyer Venezia (=)
Qualche patema in più del previsto per la Reyer a Sassari. La formazione veneta non riesce a scappar via e chiudere la pratica in tempi celeri, nonostante il netto dominio a rimbalzo. La palla gira meno bene del solito (12 assist) e Spahija deve ringraziare un ottimo Tessitori, che gioca una buonissima gara nonostante il problema patito in coppa. Tutto il comparto lunghi di venezia offre il suo apporto, nascondendo le giornate storte di Tucker e Brown.





