Il Monaco ha conquistato la Leaders Cup battendo Le Mans per 103-79, regalando a Vassilis Spanoulis il suo secondo trofeo da allenatore. Nonostante il successo, il tecnico greco ha posto l’accento sulle difficoltà fuori dal campo che hanno minacciato la concentrazione dei giocatori e il loro approccio al gioco.
“Dopo un mese pieno di problemi extra-campo, ho detto ai giocatori: o ci concentriamo di nuovo sul basket o devo andarmene. Dovevamo ricominciare da capo. Non era possibile allenare se la mente non era sul gioco.”
Spanoulis ha sottolineato l’importanza di ritrovare la motivazione e l’unità del gruppo:
“Li vedevo non divertirsi più, non ascoltavano. Non aveva senso lavorare così. Ho detto loro di tornare a concentrarsi sul basket, rimanendo uniti nei momenti facili e in quelli difficili. Era l’unica soluzione.”
Sfide economiche e leadership: il messaggio di Spanoulis
Il coach ha chiarito di non aver mai pensato di dimettersi, pur riconoscendo la gravità della situazione:
“No, non ho mai pensato di lasciare. La vita mi ha insegnato a non abbandonare mai la nave se sta affondando. Volevo solo essere onesto con loro. È una squadra eccellente, giocatori forti con personalità importanti. Non potevo continuare in quelle condizioni. Dovevamo concentrarci sul basket, e tutti siamo d’accordo.”
Spanoulis ha poi evidenziato il legame familiare con la squadra:
“Allenare una squadra è come avere una famiglia, come i miei figli. Non volevo vederli così. Loro meritano di dare il 100% ogni giorno. Hanno lavorato duro e meritano questo trofeo e di essere al top in Europa. Vogliamo completare il lavoro nel migliore dei modi.”





